sabato 16 maggio 2020

Edi Keber, Luigi Veronelli e Borghi d'Europa




Talvolta le emozioni ci prendono ancora, nel nostro lungo viaggio alla ricerca
dei protagonisti (veri) dell'arte enoica.
Siamo seduti al tavolo dell'azienda agricola Edi Keber, ove aveva sostato a suo
tempo, Luigi Veronelli.
Kristian ci racconta la storia di una famiglia che ha fatto la storia (il bisticcio
ripetitivo è ovviamente voluto!) del Collio, con caparbietà, passione, competenza.
Potrebbero sembrare soltanto parole : credeteci, è un altro mondo !

La famiglia, pur restando sempre nello stesso territorio, ha nel corso del tempo
cambiato diverse bandiere : nonno Pepi era nato a Medana sotto l'Austria, il figlio
Pepi nacque sempre a Medana ma sotto l'Italia. Edi Keber nacque a Cormons , ma nel
rispetto delle tradizioni di famiglia sposò Silvana, di Medana anche lei, ma in Slovenia.
Oggi la continuità della famiglia è rappresentata di Kristian e Veronica, nati in Italia
e cittadini europei.

Dopo anni Edi e Kristian hanno deciso di produrre un unico vino, all'interno di un
progetto Collio, che valorizza gli autoctoni e ne sa esaltare le virtù.
I Keber fanno fermentare e affinare le diverse varietà nelle classiche vasche di cemento.
La collina di Zegla, su cui sono posti soprattutto i loro vigneti, è particolarmente vocata alla produzione del Tocai Friulano, che caratterizza la struttura del vino di casa, essendone la componente maggiore.

“ La Ribolla Gialla – ci suggerisce Kristian- fornisce la giusta acidità e la Malvasia
Istriana dona il caratteristico aroma speziato”.
Insomma un vino completo, un autentico Gran Cru del Collio.

Così il tempo vola fra i ricordi e le suggestioni dei racconti.
Kristian opera anche in Slovenia, a Brda, con una piccola azienda di un solo ettaro e mezzo.
La casa dei Keber offre anche degli alloggi, per immergersi nel verde dei vigneti.
Pause rilassanti che potranno essere accompagnate da colazioni a base di prodotti locali
e da una mobilità dolce, assicurata dalle biciclette o dalle vespe.

Luigi Veronelli viene ricordato dai giornalisti e dai comunicatori di Borghi d'Europa nei
luoghi del suo privilegio : camminare la terra, l'iniziativa di informazione che tocca questi
luoghi, farà certamente tappa dai Keber!
Il Collio secondo Edi Keber. Una sfilata di stile dal 2015 al 1999 ...

venerdì 15 maggio 2020

I Percorsi Internazionali di Borghi d'Europa a San Vendemiano : i vini di Rocca Celliere


I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa avevano proposto nel 2018,Anno Europeo del
Patrionio Culturale, per il Percorso Internazionale Eurovinum,il Paesaggio della Vite e del vino,
la Cantina Rocca Celliere di San Vendemiano (TV).


"Alla ricerca degli inediti del buon e bello vivere, i vagabondi del gusto sono arrivati
così a San Vendemiano, a Rocca Celliere.
Sorseggiando un ottimo vino col fondo, Adriano e ,Gianpaolo
e Francesca ci raccontano la storia familiare nell’arte enoica.
“La nostra cantina è nata nel 1960 con l’idea di produrre vini che rimanessero il più vicino
possibile alla tradizione, ma che al tempo stesso fossero lo specchio della creatività della
nostra famiglia. Così facendo i vini da noi prodotti, non sono solo figli della tecnica, ma
delle vere e proprie rappresentazioni della nostra anima. Noi siamo unici, così lo sono
anche i nostri vini.
Riuscire a trovare in ogni bicchiere ciò che il terreno dona al grappolo, è diventato un
obiettivo e una ricerca costante. Il moderato uso della tecnologia durante tutto il ciclo
produttivo, ci permette di mantenere inalterate le caratteristiche dell’uva e di offrire non
soltanto un ottimo calice, ma anche un piccolo sorso del territorio sul quale la vite sorge.
Per questo abbiamo scelto di produrre vini tranquilli senza affinamenti artificiali,
frizzanti e spumanti a fermentazione naturale in bottiglia.”
Ma ritorniamo all’inizio del nostro viaggio del gusto.
“Rocca” dal piccolo castello che da sempre accompagna il logo della nostra azienda
e “Celliere”, derivato dal latino cellarium (luogo in cui si conservano i vini), formano
il nome della attività.Dai tempi del fondatore Giacomo Salvador e per le tre generazioni
in cui la famiglia ha vissuto nel mondo del vino, qui si è sempre coltivata la convinzione
che il vino deve essere emozione, un piacevole ricordo di una famiglia, le sensazioni
di un territorio, i suoi gusti, i suoi profumi e le sue vedute.
Dalla sua fondazione fino agli anni ottanta, la grande crescita economica italiana
impose al mercato del vino la necessità di grandi produzioni, spinte dalla maggiore
capacità di spesa delle famiglie poiché il vino era considerato un alimento che
necessariamente doveva essere presente a tavola, ma dagli anni novanta in poi
comincia a prevalere una visione più edonistica.
Questo ha permesso ad Adriano Pillon (genero di Giacomo) prima, ed ai nipoti
Francesca e Gianpaolo poi, di cominciare a sperimentare le prime gamme di vini di
qualità, ricerca che tutt’ora continua e che è sfociata i vini di grandissimo pregio come
il Pazienta, l’Hilaris, il P. Franciscus e il S. Jacobus. Questi vini sono frutto di una
lunga, lenta e costante ricerca che non ha come protagonista un laboratorio ma una
famiglia che cerca di comunicare con i profumi, ballare con i sapori ed emozionare
con i colori dei propri vini.
La sala degustazione è stata ricavata dai vecchi serbatoi in cemento, costruiti in loco,
più simili a grotte che a vasche, vere opere d’arte che rendono la degustazione ancora
più piacevole.
Questa sala è stata formata unendo una cisterna da 540 e una da 250 ettolitri, che un tempo venivano usate per lo stoccaggio dei vini.
Ed è proprio in questi ambienti accoglienti e unici,raccolti, che sviluppiamo l’intervista,
impegnati ad esprimere le emozioni di un approccio inusitato.
Nel lungo percorso di vita di cronisti del gusto, raramente incontriamo situazioni e persone
che hanno la magia di emozionarti. Qui, a Rocca Celliere, è semplicemente successo.
Quell’impegno di scoprire gli inediti del buon e bello vivere a Conegliano e dintorni
ci sembra davvero raggiunto.
Come siamo lontani dalle banalità dei redazionali a pagamento, con gli stessi discorsi
triti e ritriti!
Al prossimo appuntamento……"


https://www.youtube.com/watch?v=QgP-gIHhI6g

lunedì 11 maggio 2020

La famiglia Raccaro in Borghi d'Europa



Il lungo viaggio dei giornalisti e dei comunicatori di Borghi d'Europa, ha fatto
tappa presso la famiglia Raccaro, in quel di Cormons.
Il Patriarca Dario ci accoglie assieme ai figli Luca e Paolo, per raccontarci la storia che
ha portato l'azienda ad un livello di grande prestigio.

Ma, usciamo dalla cronaca, per puntare all'essenza dei discorsi.
Intanto un buon bicchiere di Friulano fa capolino sulla tavola.
“Nella nostra azienda da sempre. Prima ancora che noi imparassimo a conoscerne i pregi. E’ la nostra bandiera, compendio di profumi e sapori inconfondibili, inimitabili, accattivante per quella nota di mandorla amara impreziosita da piacevole mineralità.”
Osserviamo che il nome Collio ha caratteri più grandi del nome della famiglia.

Ecco una 'spia' importante.
Soltanto un amore sconfinato e una passione per l'arte enoica possono spiegare queste scelte.
Il Collio è tutto.

Fu nel lontano 1928 che Giuseppe Raccaro posò la prima pietra d’una casa colonica ai piedi del monte Quarin, presso la chiesa di Santa Maria ( detta Santa Apollonia ), sito in dolce pendenza e felice microclima. Poi Mario Raccaro, suo figlio, nel 1970 scelse con felice intuizione la specializzazione vinicola.
La produzione è riservata quasi esclusivamente ai vini bianchi quali Friulano, Malvasia, Collio
e ad un vino rosso, il Merlot, da sempre presente nel vigneto aziendale.
La Malvasia viene vinificata, affinata ed imbottigliata da sempre in purezza e tale scelta ha contribuito a farla conoscere ed apprezzare nel territorio e riportarla a dignità di grande vitigno autoctono.



Qui, dai Raccaro, le storie si fanno Storia, in un incessante annodarsi di volti,aneddoti,fatti,
che compongono il mosaico di questo territorio benedetto.
Borghi d'Europa ha inserito la famiglia Raccaro nel percorso internazionale Eurovinum, Il
Paesaggio della Vite e del Vino, a conferma di un incontro fortunato !

Raccaro – Olivo – Bevande e Distibuzione

sabato 9 maggio 2020

L'Azienda agricola Blazic invitata a Borghi d'Europa



Siamo a meno di un tiro di schioppo dal confine sloveno.
Guardiamo con stupore le etichette dei vini di casa Blazic : suggeriscono vivacità, vitalità,
voglia di vivere.
“ La nostra famiglia - racconta Michele -, risiede a Zegla, nel cuore dei colli cormonesi, fin dal
1923. “
Franco, Cinzia e Michele coltivano l’armonia tra una viticoltura tradizionale, che custodisce con sapienza passione vitigni autoctoni e cloni antichi, e una gestione agronomica più moderna.

Il colloquio procede speditamente : Michele rivela subito passione e competenza.
“ Coltiviamo la terra con attenzione e rispetto dell'ambiente. Per noi questi non sono degli
slogan promozionali, ma un autentico messaggio di vita. Il vigneto è un ecosistema
complesso dove piante, animali e insetti vivono in equilibrio. L'uomo che impianta e si prende
cura di un vigne,Crù di Zeglto,può farlo solo rispettando la vita che contiene”.

I vitigni di famiglia regalano ogni anno soddisfazioni e novità, come il ZEGLA, Crù di Zegla e il
PINOT BIANCO, due selezioni che si affiancano ai già conosciuti ed apprezzati : Friulano,
Sauvignon,Ribolla Gialla,Malvasia, Chardonnay,Pinot Grigio e Merlot.

Sorseggiamo placidamente il Friulano : il vino più tradizionale del Friuli offre tutta la sua complessità strutturata, con un retrogusto di mandorla amara che lo rendono unico.

“ Anche gli interventi in cantina seguono la filosofia che permea il nostro operare.
Le nuove tecniche e attrezzature rispettano la natura e garantiscono una produzione
ricca di aromi e profumi, capace di svelare nei vini della famiglia Blazic tutta la magia
delle belle vigne di Zegla e delle Via delle Vigne Alte.”

Ci alziamo, per proseguire il nostro cammino.
Mai come oggi, il 'camminare la terra' di veronelliana memoria, ci è sembrato azzeccato, proprio qui, dai Blazic!
bottiglieimportanti stories highlights, photos and videos hashtag ...

giovedì 7 maggio 2020

La Società Agricola Sturm a Borghi d'Europa



La comunicazione, si sa, è un elemento fondamentale nella vita delle aziende.
Può sembrare una osservazione banale, ma se pensiamo alla comunicazione nel mondo
del vino, raramente, lo confessiamo, restiamo colpiti dalle proposte grafiche e visuali che ci
vengono proposte.
Senza filosofeggiare troppo ( c'era chi sosteneva la teoria della pura visibilità, nel Circolo diVienna
-Wiener Kreis), abbiamo apprezzato il primo contatto (visivo, per l'appunto), con l'azienda
agricola Sturm di Cormons.
Una linea grafica di rara efficacia, semplice e, nel contempo, polisignificante.

Ma, lo scopriamo, qui c'è la storia.
Oscar Sturm : “...Oscar è un uomo che sa parlare alle viti, ma alle parole preferisce i fatti: la perfetta curvatura di un tralcio, l’elegante potenza di un Sauvignon, i tre bicchieri conquistati. Prima che il Collio fosse glamour, prima che il vino fosse fashion, lui era già qui, a coltivare il silenzio.”

Stesso stile e stessa eleganza nei fratelli : Denis (bocconiano) e Patrick, che oggi portano avanti
l'azienda.

“Dopo una laurea in economia osservi le viti in un modo diverso: hai un diverso approccio e schema mentale”. Denis Sturm è questo sguardo, proiettato ben oltre l’ultima collina che incornicia Zegla. Da buon Bocconiano sa bene che il mercato del vino richiede visions and values. Sarà lui a delinearli, sarà lui a portare il nome dell’azienda verso i nuovi traguardi.”

Patrick : “La fatica del vino è anche disciplina: dopo il lavoro in vigna, dopo le attenzioni necessarie per portare il frutto ad una perfetta maturazione, inizia il lungo processo di metamorfosi in cantina. “Mi fido della mia intuizione e della mia esperienza ma cerco di non lasciare nulla al caso: perché voglio struttura ed eleganza. In questo l’acciaio mi aiuta. L’acciaio è tecnologia, ma anche potenza e precisione.”
Così nascono i vini di casa Sturm.
Le scelte sono ispirate ad una sostenibilità vera, non solo annunciata.
Vini organici, al 100% Collio.
“ Back to basics: fare vini organici significa fare un passo avanti voltandoci indietro, verso i nostri nonni.E' prendere un altro ritmo.
E' tutelare ancora di più il frutto.
I trattamenti di copertura: li facciamo solo con rame e zolfo perché non penetrano all’interno della pianta, e preservano intatta tutta la sua genuinità.
E niente diserbo: in primavera la vigna esplode di vita, grazie alla fioritura del sovescio che poi verrà trinciato e riassorbito dalla terra,dando ulteriore linfa al vigneto mantenendo tutta la mineralità della “ponca”, la terra madre che rende unici i vini di qui.
Ma non solo.In cantina utilizziamo soltanto lievito bio e indigeno, cioé naturale. Vogliamo preservare freschezza e bevibilità creando vini eleganti e strutturati, ma allo stesso tempo floreali e puliti, gradevoli al palato e genuini.”

L’etichetta è una “cotton” con altissima percentuale di fibra naturale, basta toccarla per rendersene conto: una carta “sostenibile” che contribuisce alla salvaguardia delle foreste.
Ma abbiamo anche ridotto il peso delle bottiglie per contenere l’impatto ambientale del vetro.

Due linee di vini : la linea bio (Pinot Grigio,Ribolla Gialla e Friulano) e una linea classica.

Così nel fluire dell'intervista con Denis, la visualità si ricompone, indica i percorsi di

conoscenza, si esplicita come volontà di comunicare in modo trasparente e creativo.

Ecco perchè, veronellianamente, il vino diventa Cultura, quando incontra interpreti veri,autentici.

Per i viaggiatori del gusto di Borghi d'Europa è stata una bella scoperta.

Ci voleva!
 
Persone - Sturm

mercoledì 6 maggio 2020

Mauro Drius in Borghi d'Europa




“ IL COLORE E’ GIALLO PAGLIERINO CON RIFLESSI VERDOGNOLI.  RICCO AL NASO CON DIVERSI SENTORI DI PROFUMI DOVE PRIMEGGIA LA MELA E LA MANDORLA. FRUTTATO DA GIOVANE. SAPORE PIENO. DI CORPO ASCIUTTO E AROMATICO “

Così Mauro Drius presenta nel proprio sito, il Friulano, il vino bandiera del Collio.
'Catturiamo' il racconto e i sapori del vino, in una intervista che coinvolge l'intera famiglia,ugualmente divisi fra la curiosità e lo snodarsi delle storie.

“Le bianche eccellenze dell’azienda si chiamano Pinot Bianco, Friulano, Malvasia, Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay. Dal perfetto assemblaggio di uve Friulano, Sauvignon e Pinot Bianco selezionati a Cormòns, in località Siris, i Drius hanno creato Vignis di Sìris, sintesi sopraffina di tutti i deliziosi sentori della loro terra.Tra i rossi il Merlot, vino di gran carattere, e il corposo Cabernet Sauvignon profumato dei mille sentori dei frutti di bosco: lampone, mirtillo, more.
Vini “senza fretta” sono quelli di Mauro Drius, adatti all’affinamento nel tempo «perché – dice – anche il vino, come l’uomo, ha bisogno dei suoi tempi, deve maturare per esprimersi al meglio.»

Puoi cogliere in Mauro Drius il carattere robusto e senza tanti fronzoli, che ha saputo poi
trasporre nei suoi vini.
I Vignaioli, almeno quelli di razza, praticano una autentica economia linguistica : poche parole
e ' dette giuste'. La misura, il silenzio, l'ascolto : qualità rare in una società che strilla, fa rumore
sul nulla.
Ma 'dietro' queste virtù, vi è una ricchezza espressiva che si può cogliere soltanto se siete
sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, che gronda di laboriosità e saggezza.

Qualcuno ci ha fatto osservare che questi discorsi sono filosofici.
Luigi Veronelli (camminare la terra!) parlava del Vino come un fatto di Cultura.
Sapete quanta passione, sacrifici,idee ci stà dietro una bottiglia di vino ?

Ecco, tutte queste cose ci sono ritornate in mente, sorseggiando il Friulano di casa Drius e
parlando con la Famiglia.
Grazie, non succede spesso !

Drius

sabato 2 maggio 2020

Paolo Caccese invitato a Borghi d'Europa



Bel personaggio, Paolo Caccese.
Un vignaiolo sfuggito (per fortuna!), alla professione forense, sostenuto da passioni e convinzioni
profonde, con un approccio alla vita decisamente 'umile' ( c'è sempre qualcosa da imparare!) .
“Primi anni 50: l’ingegnere Francesco Caccese, mio papà, commissario prefettizio a Villa Russiz “scopre” la viticoltura e nel 1954 acquista 2 ettari e mezzo di vigneti nelle colline di Pradis, Cormòns.
Primi anni 70: il sottoscritto, poco convinto studente in Giurisprudenza fa la stessa scoperta e si dedica sempre più all’azienda e sempre meno allo studio legale che in una magnifica mattina di maggio viene abbandonato senza alcun rimpianto.
Primi anni 90: mia moglie Veronica, per intuito e lungimiranza femminile, mi “costringe” a comprare altri 3 ettari e mezzo con il risultato di produrre oltre ai nostri classici vini, anche il Verduzzo con il quale produciamo un passito: La Veronica, appunto!”
Nel corso dell'intervista, Paolo è un fiume in piena : ti coinvolge, racconta la sua vita, i suoi sforzi
i suoi vini....
Già i suoi vini : li abbiamo degustati in una delle nostre tane del gusto preferire, l'antica trattoria Ferreghini a Dolegna del Collio. Subito ci siamo detti : “ questo è un produttore d'eccellenza!”.
Friulano, Malvasia,Pinot Bianco,Sauvignon, Riesling,Traminer Aromatico e Ribolla Matta (Brut),fra i bianchi ; Merlot , Merlot Riserva e Cabernet Franc fra i rossi.
“Nelle dolci colline di Pradis che dominano su Cormons ha sede la nostra cantina…
I sentieri della storia del Collio, come quelli di tutta la terra dell’Isonzo, si perdono nella lunga alba del mondo ed ancor prima nel mistero della Creazione. Nacque prediletta questa terra: scendeva scoscesa dalle rocche bianche delle Alpi Giulie popolandosi di colline e di boschi fino a farsi pianura e incontro con il mare. Interrogando i segni dei millenni si dedusse che il clima mite e caldo facevano crescere dalle marne sfaldate e ricolme di umori vitali il fico e la vite e l’ulivo.
Oggi quest’impasto di marne e arenarie frammentate, che il tempo ha arricchito di sali rimescolando e insalivandolo con i passaggi delle stagioni, è ancora quello antico, il grembo migliore che ci sia per le uve da vino.”
Naturalmente Borghi d'Europa ha inserito Paolo Caccese nel Percorso Internazionale Eurovinum,il Paesaggio della Vite e del Vino.
PAOLO CACCESE - Vinopuro