mercoledì 4 febbraio 2026

GRANDILANGHE 2026: RACCONTI DAL PIEMONTE DEL VINO

 




Decima edizione della rassegna enologica dedicata alle nuove annate Doc e Docg delle migliori zone vocate piemontesi

Milano, 4 Febbraio 2026- Si è appena conclusa la decima edizione di Grandilanghe, la rassegna enologica che più racconta il Piemonte del vino con le sue denominazioni Doc e Docg nelle nuove annate (2022 e 2023).

La manifestazione si è svolta il 26 e 27 Gennaio u.s. presso gli ampi ed iconici spazi delle Ogr a Torino e ha riscosso grandi numeri: oltre 6500 operatori del settore e buyer internazionali hanno potuto degustare le etichette di ben 515 produttori, di cui 379 da Langhe e Roero e 136 provienienti da altre zone vocate del Piemonte (Alto Piemonte, Monferrato, Astigiano, Tortonese, Chierese e Canavese).

Grandilanghe è come sempre promossa dai Consorzi Barolo, Barbaresco, Alba e Dogliani, del Roero, col supporto importante del Consorzio Piemonte Land of Wine, che ha reso questa decima edizione molto più ricca e definita.

Davvero molto apprezzabile il lavoro in sinergia dei Consorzi, che portato a una maggiore valorizzazione delle eccellenze di tutte le aree vinicole della regione Piemonte e un senso di coesione territoriale molto importante.

Borghi d’Europa ha partecipato anche quest’anno a Grandilanghe con l’obbiettivo di assaggiare dei vini sartoriali, che raccontano i loro terroir d’origine, iniziando prima dalle bollicine:

-        Il Sessanta Caluso D.O.C.G Metodo Classico 60 mesi (100% Erbaluce), fresco e minerale e il Centoventi Caluso Docg Metodo Classico 120 mesi,ampio ed elegante di Tenuta Roletto di Cuceglio, nel cuore del Canavese,

-        l’Altalanga Docg 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero di Podere Gagliassi di Monforte d’Alba,

Poi tra i bianchi:

-        Il Roero Arneis Docg Arlass Riserva Sant’Anna di Cascina Lanzarotti di Monteu Roero,

-        Il Roero Arneis Docg Riserva Renesio Incisa di Monchiero Carbone di Canale,

-        Il Langhe Doc Arneis Tre Fie dell’Agricola Marrone di La Morra di grande beva e il Langhe Doc Chardonnay Memundis, molto elegante e complesso,

Poi tra i rossi, molto interessanti anche il Roero Docg Riserva Printi di Monchiero Carbone e il Roero Nebbiolo Docg Riserva Sru “Carlinot” di Cascina Lanzarotti, entrambi di buona struttura.

Altri rossi:

-        Il Carema Doc, il Carema Riserva Doc e il Canavese Nebbiolo Doc Parè della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, tutti molto sapidi e minerali,

-        Dal Basso Monferrato il Ruchè del Monferrato Docg, il Ruchè del Monferrato Docg Nisus e il Ruchè del Monferrato Docg Vigna del Castello, tutti con un timbro evidente di speziatura e una bella persistenza, della Cantina Prediomagno di Grana (At),

-        Il Langhe Nebbiolo Doc Bèch 2022 di Cordero Mario di Castiglione Falletto, rosso di grande potenziale evolutivo, con buona acidità,

-        di Poderi La Collina di Dogliani il Langhe Doc Nebbiolo Bricco Barone e il Langhe Doc Nebbiolo Che Bech, molto armonici e con un bel naso di frutti rossi che riordano il sottobosco,

-        Il Barbaresco Docg Riserva Basarin, speziato ed armonico e il Barbaresco Docg San Cristoforo Riserva Vigna Campo Quadro, molto complesso e di ottima longevità di Punset, realtà biologica di Neive,

-        Il Barbaresco Docg Valeirano e il Barbaresco Docg Rombone Riserva Cichin di Ada Nada di Treiso, dotati entrambi di una bella balsamicità,

-        di Cecilia Monte Viticultrice in Neive, il Barbaresco Docg Serracapelli Dedicato a Paolo, complesso ed equilibrato,

-        della Cantina Produttori del Barbaresco (dal 1958), il Barbaresco Docg Riserva Asili e il Barbaresco Docg Riserva Montefico, di ottima sapidità e con potenziale evolutivo,

-        il Barbaresco Riserva Docg Cascina Bordino e il Barolo Docg Cannubi di Tenute Carretta di Piobesi d’Alba, due rossi di carattere e potenziale evolutivo,

-        il Barolo Docg Bricco San Pietro 2019 di Diego Pressenda Società Agricola di Monforte d’Alba, balsamico e speziato,

-        il Barolo Docg Bussia, molto avvolgente e persistente di Attilio Ghisolfi di Monforte d’Alba,

-        il Barolo Docg Bussia Bricco Visette, molto intenso e complesso, di Attilio Ghisolfi,

-        Il Barolo Docg dell’Agricola Marrone di La Morra, di ottima beva, con un bel naso di spezie dolci e piccoli frutti rossi,

-        - Il Barolo Docg Castellero di Marrone: molto speziato ed erbaceo, ha una buona sapidità e un grande potenziale evolutivo,

-        Il Barolo Docg Bussia di Marrone: elegante ed austero, di grande struttura e potenziale evolutivo,

-        Il Barolo Docg Pichemej di Marrone: ha un’ottima sapidità e un timbro balsamico che ricorda liquirizia e menta che ben si combina con le note di piccoli frutti rossi

Tutti assaggi di grande qualità quelli fatti a Grandilanghe 2026, con un occhio attento all’evoluzione e longevità per alcuni rossi: il termine sartoriale calza a pennello!

 

 

lunedì 2 febbraio 2026

Il Cammino delle Identità ha inserito nel 2025 la Cantina Il Pianzio di Galzignano Terme (PD), nella rete del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica).

 

 


Un providenziale incontro all'Abbazia di Praglia sul tema dei vini vulcanici (il serprino), aveva valorizzato le esperienze della Cantina, proponendo un itinerario vitivinicolo di pregio.

Così l'intervento dei giornalisti di Borghi d'Europa a Milano, ad AUTOCTONO all'inizio del 2026, è stato il
suggello di un viaggio del buon e bello vivere, che porterà Il Pianzio e i giornalisti a maturare esperienze condivise e più mature.

Le degustazioni in enoteca a Milano hanno riguardato anzitutto lo Spumanate Rosso Corbinello 2024.

"La corbinella - ci racconta Nicola Selmin-,  fa parte della famiglia delle corbine; la loro coltivazione è molto antica e risale alla fine del seicento. I vini ottenuti da queste uve si presentavano di colore rosso intenso con riflessi violacei, aciduli, tannici, abbastanza di corpo ma poco armonici ed erano utilizzati più da taglio che da pasto. Fu per questo motivo che questa varietà fu vivamente sconsigliata negli impianti post-fillossera a favore di Merlot e Cabernet. Il nonno Eugenio, però, conoscendo le potenzialità di questo vitigno recuperò agli inizi degli anni cinquanta le barbatelle della corbinella dai frati del convento di Praglia e iniziò a vinificarla in versione spumante."

Alla vista regala un bel rosso ciclamino, brillante con lieve spuma e bollicine fini, numerose e persistenti.
Il naso, particolare, regala note fruttate, floreali e leggermente balsamiche, con ricordi di marasche e more, fiori e erbe di campo e una delicata genziana finale.
L’assaggio rivela un vino amabile, quasi dolce, che porta un sorso fresco e pulito, confinale amarognolo di genziana e scorza d’arancia. Un vino dal profilo interessante che si presta bene negli aperitivi autunnali e l’accompagnamento con le castagne.E’ un vino che si sposa bene con i dessert: dalla biscotteria secca alle crostate con confetture ai frutti rossi e delicata presenza di cioccolato come nel tiramisù (se non ha bagna alcolica). Ideale con una cheescake ai frutti di bosco. Per i più curiosi consigliamo l’abbinamento con i piatti grassi della tradizione come il cotechino. "

I giornalisti di Borghi d'Europa organizzano nel corso del 2026 alcuni incontri multimediali nella zona dei Colli Euganei. Il Pianzio è stato invitato a partecipare.

Un altro vino degustato ad Autoctono, è stato  Veneto Igt Moscato Aromatico 2024.

mercoledì 28 gennaio 2026

MILANO VETRINA DEL GUSTO: L’EVENTO AUTOCTONO SI NASCE BY GOWINE

 



I vitigni autoctoni italiani sono espressione diretta del clima e del suolo in cui si sono evoluti e in tutto il Belpaese si registrano ben 545 varietà diverse di uve in zone specifiche.

E’ quindi fondamentale valorizzarli e comunicarli in maniera efficace, avendo identità e peculiarità ben definite:estremamente interessante è stata la tappa milanese del tour di degustazione “Autoctono si nasce”, giunta alla diciassettesima edizione, promossa come sempre dall’Associazione Gowine. 

L’evento di degustazione si è svolto giovedì 22 Gennaio c.m. presso le ampie sale dell’Hotel Melià e come sempre rivolto a stampa, operatori del settore ed enonauti, pronti a degustare e comprendere circa 100 vitigni autoctoni italiani con molti produttori presenti, oltre alla fornita parte Enoteca.

Al banco d’assaggio la redazione di Borghi d’Europa ha degustato:

- Di CANTINE COLOSI  (Pace del Mela ,Me)

Catarratto, Grillo, Inzolia, Malvasia, Moscato Bianco,

Nerello Mascalese, Nero d’Avola

- CAVE DES ONZE COMMUNES – Aymavilles (Ao)

Fumin, Gamay, Mayolet, Petite Arvine, Petit Rouge

- MARINIG – Prepotto (Ud)

Friulano, Pignolo, Refosco dal Peduncolo Rosso, Ribolla Gialla, Schioppettino

- TERRE ROSSE VALLANIA – Zola Predosa (Bo)

Pignoletto

- VILLA CERRUTI – Avolasca (Al)

Barbera, Timorasso

Poi  Piccole Vigne del Piemonte con le cantine:

CASTELLO DI RAZZANO – Alfiano Natta (Al)

Barbera, Grignolino, Nebbiolo, Ruchè

I DOF MATI – Fara Novarese (No)

Nebbiolo, Vespolina

Invece nella parte Enoteca assaggiati:

- CANTINE SAN MARCO – Frascati (Rm)

Spumante Brut Rosè Nero Ferrigno (da uve cesanese)


- FONTANAVECCHIA – Torrecuso (Bn)

Sannio Coda di Volpe 2024

Aglianico del Taburno Rosato Tabarosa 2024


- RICCHI F.LLI STEFANONI – Monzambano (Lago di Garda)

Metodo Classico Pas Dosè Essenza 2020

Lugana 2024


- TENUTA IUZZOLINI – Cirò Marina (Kr)

Calabria Igt Bianco Prima Fila 2024

Calabria Igt Rosso Principe Spinelli 2024

-

Tutte le diverse varietà di autoctoni assaggiati all’evento “Autoctono si Nasce” targato Gowine saranno ancora raccontate all’interno del Percorso d’informazione “Eurovinum, i Paesaggi della Vite e del Vino”, curato da Borghi d’Europa

Così va bene!

domenica 25 gennaio 2026

VINO E STORICITA’: LA MASTERCLASS SULLA VITICOLTURA IN GEORGIA

 




Un ottimo appuntamento condotto da Paolo Porfidio si è svolto presso il Ristorante di cucina Romana Li Somari a Milano

 

Milano, 25 Gennaio 2026- Nel cuore della zona di Porta Venezia a Milano esiste una tana del gusto romano che punta a ricreare l’atmosfera della campagna laziale, assieme naturalmente ai piatti di tradizione, con un pizzico d’innovazione: tutto questo è Li Somari Trattoria.

In questa location si è svolta un’ottima Masterclass volta a promuovere la storia e le peculiarità della viticoltura della Georgia, con particolare focus sulla vinificazione in anfora, o Qvevri, fatte di argilla, con una capacità di 1000 l.

La Masterclass, rivolta a Sommelier professionisti e alla Stampa di settore, è sta brillantemente condotta dall’Enologo e Sommelier Paolo Porfidio (e curatore della Guida Wine List Italia), coadiuvato dai Sig.ri Piergiorgio e Tamara, numi tutelari de L’Anfora, realtà nata nel 2022, che seleziona meticolosamente le migliori etichette georgiane provenienti dalla zone più vocate.

Da segnalare anche la presenza della Console Generale della Georgia a Milano, Natalia Kordzaia.

Durante questo momento degustativo, Paolo Porfidio ha rimarcato la grande identità storica della viticoltura nel piccolo Stato del Caucaso, che esiste da più di 8000 anni e viene praticata in un territorio all’80% montano, in quote spesso superiori ai 700 m Slm ( oltre al concetto di eroico che si usa nel Belpaese per zone come la Valtellina o nella regione Aostana ad esempio).

Il panorama vinicolo georgiano vanta circa 40000 ettari avvitati, le zone più vocate sono il Kahketi al 54% e l’Imereti al 23%, oltre a disporre di circa 400 varietà di uva, tra le quali spiccano tra i rossi il Saperavi e tra i bianchi il Rkatsiteli: cruciale per il piccolo stato caucasico fu la legge dei Vini Gerogiani del 1998, che regola e promuove 37 varietà di uva, di cui ben 31 autoctone e 7 internazionali.

Nella parte degustazione sono stati assaggiati 4 bianchi, tutti molto eleganti, e macerati, dove la Qvevri ha donato bouquet molto intriganti con note di miele e di frutta candita e agrumi, e poi 5 rossi tutti molto speziati ed erbacei.

L’ordine dei vini in degustazione:

-        Cantina Gvinia, Rkatsiteli 2021, con 2 anni in anfora e 3 mesi in barrique,

-        Cantina Marbano, uva Mtsvane 2020, sempre in anfora,

-        Cantina Marbano, Rkatsiteli 2019, macerato su bucce e raspi al 100%, 3 anni di anfora,

-        Cantina Kardanakhi Estate, Blend 40% Mtsvane, 30% Kisi e 30% Rkatsiteli, 2 anni di anfora,

Poi i rossi:

-        Di Two Sommelier, Saperavi 2021, anfora,

-        Cantina Marbano, Saperavi 2021 della sottozona Bolnisi,

-        Villa Mosavali, Rosso 2019 , 4 anni di anfora,

-        Cantina Marbano, Saperavi Riserva 2021,

Ed infine, un’interessante miniverticale di Saperavi 2020, 2017 e 2013 (anfora e barrique) di Chateau Svanidze, accompagnata coi Fiori di Zucca ripieni di Ricotta, pane burro e Alici e Datterini arrosto, il Baccalà Mantecato con Crema di patate e tartufo e la mitica amatriciana della cucina della Trattoria Li Somari.

Evviva!

 

 


lunedì 8 dicembre 2025

Eurovinum - Il Vino col Fondo di Mongarda a Borghi d'Europa - L'invito a partecipare a Veronelliana




I viaggi del gusto che i giornalisti di Borghi d'Europa realizzano, fanno parte del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione nella regione adriatico ionica).

Così, in una sosta a Kokos ( ristorante e caffetteria situato a Ponte della Priula, in via IV Novembre, 111C, un ambiente accogliente e tranquillo, ideale per una colazione o un pranzo rilassante ), è stato possibile degustare il vino col fondo della Società Agricola Mongarda.

"Mongarda è un’azienda a conduzione famigliare. Fondata da Bruno e Marinella nel 1978, ed oggi condotta dal figlio Martino. Ci troviamo a Col San Martino, paesino storico ai piedi delle ripide colline vitate.
Un paesaggio incredibile che obbliga però a lavorare per lo più manualmente i 12 di vigna. I metodi di coltivazioni sono artigianali. Non una gestione vigneti “uguale per tutti” perché ogni appezzamento ha esigenze ed espressioni diverse da valorizzare. I suoli sono ricchi di roccia conglomerata che conferisce una gran sapidità ai vini. In cantina non viene seguita una ricetta ben precisa per vinificare.



Il Glera col Fondo Mongarda viene definito dall'Azienda "...Il vino di ieri, di oggi e di domani. Racchiude la gioia e la semplicità che caratterizzano la nostra terra. Vivo, coraggioso e ribelle, per brevi momenti elegante, poi aspro e ruvido. "

"Glera e vecchie varietà autoctone vinificate in maniera naturale con fermentazione spontanea. Semplicemente un grande vino."


Di questi tempi i giornalisti hanno scoperto anche una nuova specialità di vini col fondo : quelli passati in autoclave. Le fantasie e gli inganni sono all'ordine del giorno.

"Per questo, quando incontriamo dei buoni vini, siamo convinti di doverne parlare. Mongarda,non a caso, fa parte di FIVI, la federazione italiana dei vignaioli indipendenti. ".

All'interno del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, vi è un Percorso Internazionale denominato
Eurovinum, Il Paesaggio della vite e del vino.

" Chiederemo a Mongarda di partecipare agli incontri multimediali di Veronelliana, l'itinerario che ricorderà nel
2026 il Cammino delle Identità di Luigi Veronelli. "

"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro-,che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti all’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis.
Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli.., pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla sua dimora bergamasca. "


VERONELLIANA è il percorso che Borghi d'Europa dedica a Luigi Veronelli, con 10 tappe inserite nel progetto di collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.



sabato 6 dicembre 2025

UN BRINDISI DI FINE ANNO CON LE BOLLICINE DEI F.LLI COLLAVO AD EUSTACHIORA

 



L’Appuntamento di dicembre della degustazione itinerante porta a Milano le etichette tipiche della cantina di Valdobbiadene

E’ arrivato dicembre, manca poco alle feste e la metropoli meneghina si e arricchita di luci,colori degni di un’ottima atmosfera natalizia , dove fare un brindisi di auguri conviviale è d’obbligo, meglio se con delle bollicine espressive.

Così torna Eustachiora, la degustazione itinerante volta a promuovere la cultura del vino in modo aggregativo e dinamico, dal 9 al 16 Dicembre c.m. : protagoniste le etichette frizzanti e gioiose della Cantina dei F.lli Collavo da Valdobbiadene,nel cuore delle Colline Trevigiane patrimonio Unesco e del Prosecco Docg.

Si tratta di un’azienda a conduzione familiare che dopo la coltivazione di cereali, foraggi e allevamento, iniziò ad occuparsi di viticoltura negli anni ’80, sino ad arrivare ad oggi dove si arriva a praticare una coltivazione della vite e dell’uva Glera in un modo che va oltre il biologico, in mnaiera assolutamente sostenibile per esaltare al meglio il terroir nei calici di Prosecco.

Nell’Appuntamento di Eustachiora di Dicembre, appassionati enonauti potranno degustare tre etichette tipiche dei F.lli Collavo nei locali Sapori Solari e Polpetta Doc, acquistando il ticket da 15 euro.

I vini proposti:

-        Collfòndo Agricolo - vino frizzante a rifermentazione in bottiglia - IGT Colli Trevigiani

-        Extra Brut Prosecco DOC Treviso

-        Brut 6.0 Valdobbiadene Prosecco DOCG - RiVe di Refrontolo

In alto i calici!

 

 

 

 

 


martedì 18 novembre 2025

VINO E TERROIR: TASTE OF ALTO PIEMONTE 2025 IN SCENA A STRESA

 




Il 9 e 10 Novembre si è tenuta la grande rassegna enologica nella prestigiosa cornice del Grand Hotel des Iles Borromèes a Stresa

Milano, 18 Novembre 2025- Presso la prestigiosa cornice del Grand Hotel des Iles Borromèes a Stresa fronte Lago, è andata in scena Taste of Alto Piemonte 2025, la più grande rassegna enologica dedicata ai vini dell’Alto Piemonte, che riunisce due denominazioni Docg (Ghemme e Gattinaea) e otto Doc (Boca, Bramaterra, Lessona, Fara, Coste della Sesia, Colline Novaresi, Sizzano e Valli Ossolane).

La manifestazione, promossa dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte (che opera dal 1999 nella valorizzazione delle etichette appartenenti alle denominazioni nelle province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola) e rivolta a wine lovers e operatori del settore ha visto risplendere nei calici la vera identità dei vini da uve Nebbiolo in primis, ma  anche Vespolina ed Erbaluce: tra le peculiarità più evidenti l’acidità e la mineralità, che sono proprie dei terroir delle zone dell’Alto Piemonte vinicolo.

Un’interessante curiosità della rassegna è che è stato dato spazio come ospiti ai vini del Sannio, anch’essi molto caratteristici per acidità e mineralità.

Borghi d’Europa ha partecipato prima al banco degustazione e poi successivamente alla Masterclass con focus Alto Piemonte e condotta dal Presidente di Ais Piemonte Mauro Carosso e dal sommelier e relatore Ais Luca Giordana, trovando ottimi vini espressivi.

Al banco d’assaggio davvero apprezzati:

-        Il Boca Doc 2021 di Davide Carlone di Grignasco (No),

-        Il Boca Doc 2016 Vigna Cristiana di Podere ai Valloni di Boca (No),

-        Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2019 Anfora de Il Roccolo di Mezzomerico (No),

-        Colline Novaresi Doc Bianco 2024 Costa di Sera dei Tabacchei di Rinaldi Riccardo di Suno (No),

-        Colline Novaresi Doc Bianco 2023 di Cantina La Smeralda di Briona (No)

-        Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2023 Trama de I Dof Mati Viticultrici di Fara Novarese,

-        Il Fara Doc 2021 di Castaldi Francesca di Briona (No)

-        Il Fara Doc 2020 Lochera de La Cantinoteca dei Prolo (No),

-        Il Gattinara Docg Riserva 2019 San Francesco di Antoniolo (Vc),

-        Il Gattinara Docg Riserva 2018 di Stefano Vegis,

-        Il Ghemme Docg 2017 Vigna Carelle di Mirù (No),

-        Il Ghemme Docg 2016 Chioso dei Pomi di Rovellotti Viticoltori (No),

-        Il Lessona Doc 2019 de La Badina (Bi),

-        Il Lessona Doc 2016 “Omaggio a Quintino Sella” di Tenute Sella 1971,

-        Il Sizzano Doc 2021 di Paride Chiovini (No),

Invece, alla masterclass mirata assaggiati:

-        Colline Novaresi Doc Rosso 2023 Cascina del Buonumore di Silvia Barbaglia,

-        Valli Ossolane Doc Nebbiolo Superiore 2023 Prunent de La Cantina di Tappia,

-        Gattinara Docg 2022 di Franchino di Raviciotti Alberto,

-        Boca Doc 2021 Il Rosso delle Donne di Castello Conti,

-        Bramaterra Doc 2021 di Lorenzo Ceruti,

-        Lessona Doc 2021 di Noah,

-        Sizzano Doc 2020 di Cantina Comero,

-        Gattinara Docg Riserva 2019 di Travaglini Gattinara,

-        Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2017 San Quirico di Cà Nova,

-        Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2017 Opera 32 de La Capuccina di Cureggio (No)

-        Ghemme Docg 2017 Vigna Locche di Pietraforata Cantine in Ghemme

In alto i calici!