sabato 10 novembre 2018

Borghi d'Europa a Belfiore : Ristorante Pizzeria Filippi 1936


La rete internazionale Borghi d’Europa ha inserito il Veneto Orientale
nel percorso d’informazione dell’Anno del Patrimonio Culturale Europeo e dell’Anno
del Cibo Italiano.
La costruzione e la comunicazione de Le Vie del Gusto è uno dei principali
itinerari che i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa stanno sviluppando.
Così a Belfiore (Pramaggiore) una tappa al Ristorante Pizzeria Filippi ha consolidato
antiche frequentazioni e riconosciuto l’impegno di una famiglia impegnata nell’arte
della buona accoglienza fin dal 1936.
L’antica osteria sorgeva dall’altra parte della strada ed era per davvero un luogo di
incontro,un punto di riferimento per la gente del posto e per i viaggiatori.
“In fondo, non esiste una buona cucina o una cattiva...quello che esiste e importa
davvero è quello che più ci piace. Quello che ci accomuna tutti, oltre alla necessità
di nutrirci per vivere, è il piacere di gustare un buon cibo, meglio se in compagnia.
La convivialità del pasto è un piacere universale: quando si pranza o si cena insieme
alle persone care anche il cibo più semplice diventa speciale. Attraverso la cucina si
può esprimere creatività, buon gusto e il piacere di condividere quello che si ama fare
con gli altri. Raramente un vero cuoco cucina solo per se! “
Parole sante.
Sia che si tratti di cucina di carne o di cucina di pesce.
Poi la pizza.
“Il segreto della pizza è l’acqua. – Il segreto della pizza è il pomodoro. – Il segreto della
pizza è la farina. – Il segreto della pizza è l’impasto. – Il segreto della pizza è il forno a
legna. – Il segreto della pizza è un segreto.”
Non resta che provarla!
Per tutti questi buoni motivi i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa hanno
invitato il ristorante pizzeria Filippi 1936 a partecipare alle iniziative del progetto
europeo.
E il perché non è un segreto!
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domenica 30 settembre 2018

ARPEPE invitata da Borghi d’Europa ai percorsi dell’Anno Europeo del Patrimonio




I comunicatori e i giornalisti della rete internazionale Borghi d’Europa hanno spesso incontrato
nei loro itinerari vagabondi i vini della Valtellina, frutto di una viticoltura eroica che può essere
vieppiù capita ed apprezzata soltanto unendo al piacere della degustazione il piacere di una passeggiata nei terrazzamenti storici.
Così, dopo aver assaggiato e conosciuto i vini di Arpepe nel 2017, al Wine Festival, abbiamo
replicato l’incontro a tavola, al ristorante Trippi di Elena e Gianluca, giusto a un tiro di schioppo
dall’azienda. Non poteva così mancare una visita di cortesia, per invitare la famiglia Pelizzatti
Perego a partecipare ai percorsi di informazione che Borghi d’Europa realizza in Valtellina in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

Una storia nelle storie della Valtellina, quella di Arpepe.
“Nati nel 1860. Rinati nel 1984. Cresciuti nel 2004.Queste le tre tappe principali della nostra storia, cominciata ai tempi dell’Unità d’Italia. Lo testimoniano i documenti dell’epoca, come quelli che narrano della lunga e ininterrotta relazione commerciale con un fedele cliente che, a dispetto degli avvicendamenti generazionali, continuò a rifornirsi per oltre un secolo presso la cantina allora nota solo come «Pelizzatti».Nel 1973, dopo lunghe traversie, sia il marchio sia l’attività vera e propria furono ceduti. Ma fu solo una battuta d’arresto, perché già nel 1984 nostro padre Arturo Pelizzatti Perego decise di rimettersi in gioco utilizzando il suo acronimo - ARPEPE - con l’obiettivo dichiarato di voler esaltare al massimo le potenzialità del Nebbiolo delle Alpi in un terroir unico quale è la Valtellina.Arturo rientrò in possesso della sua parte di vigneti e degli spazi utilizzati per l’affinamento al “Buon Consiglio” dove, forte dell’esperienza maturata nella storica azienda di famiglia, iniziò a scrivere le pagine della rinascita, seguendo il principio del giusto tempo di attesa e tracciando la strada per la quinta generazione.Nel 2004, su questa via, abbiamo unito le nostre energie continuando con impegno il cammino verso la realizzazione del suo progetto, da molti ritenuto visionario.”

Abbiamo voluto riproporre la storia di ARPEPE con le parole stesse dei protagonisti, perché
restituiscono,intatta, l’emozione del nostro incontro.

“Oggi come allora, la qualità dei nostri vini continua a essere il prezioso risultato di anni di lenta evoluzione: la loro giusta maturazione può richiedere tempi anche molto più lunghi di quelli previsti dai disciplinari. Attendiamo quel momento e solo allora procediamo con l’imbottigliamento, ancora rigorosamente scandito dalle fasi lunari. Poi, ancora riposo. Questa volta in bottiglia.Non potrebbe essere altrimenti, poiché per ARPEPE l’affinamento tradizionale del Nebbiolo risponde ad aspettative precise: il progressivo guadagno in raffinatezza e l’esaltazione delle singole vigne con le sfumature e i colori delle diverse annate.”

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa hanno invitato l’azienda a partecipare ai percorsi
di informazione che coinvolgono la Valtellina e la Valposchiavo (Canton Grigioni) e che alterneranno momenti di incontro locali e interventi in altre realtà. Di particolare rilevanza l’appuntamento ’Milano,Vetrina del Gusto’ a fine novembre, nel corso del quale Borghi d’Europa,incontrando il mondo dell’informazione, presenta i bilanci dell’anno in corso e i programmi per il 2019. La Valtellina sarà l’ospite principale della rassegna informativa.
Proprio per tutti questi buoni motivi ARPEPE è stata invitata.
Che dire di più?
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sabato 29 settembre 2018

Marino Lanzini : una storia giovane nelle storie di una famiglia antica della Valtellina




La Valtellina, terra di viticoltura eroica, è stata inserita dalla rete internazionale Borghi d’Europa
nei eprcorsi di informazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e dell’Anno del Patrimonio Culturale
Negli itinerari vagabondi dei giornalisti e dei comunicatori, è avvenuto l’incontro con l’azienda agricola di Marino Lanzini di Ponte in Valtellina,presso il ristorante Trippi di Montagna, ove si
è svolta una conferenza stampa a convivio per conoscere alcuni dei protagonisti della filiera agroalimentare locale.
“ Una storia- osserva Marino Lanzini- che ci racconta di una famiglia legata indissolubilmente alla terra. I miei antenati coltivavano frutta, ortaggi, seminativi e, non da ultima, la vite. Un bel giorno
il nonno mi donò un palazzo antico (originario del 1200) a Ponte in Valtellina, una delle ‘gemme’ del nostro territorio. Nacque così la mia cantina, che ha previlegiato il nebbiolo al 100%.”

Marino aveva nel frattempo completato gli studi di agraria, potendo così unire la cultura dei libri, all’esperienza in campo.
Gianluca, nume tutelare del Trippi, ha proposto,fra gli altri, un rosè (100% uve nebbiolo, senza uso di chiarificanti e acqua del fiume del paese).

Ma le sorprese non finiscono qui.
In tavola giungono delle gallette con i salumi della Macelleria Nobili.

“ Stiamo recuperando, nell’area dei seminativi, delle specie autoctone.
Nell’arco dell’anno, da circa tre ettari, produciamo il frumento fiorino di montagna, il mais ambrato, il grano saraceno. Anche questa è una ricerca
tutta ‘dentro’ la storia della nostra terra.”

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa hanno invitato Marino
Lanzini a partecipare ai percorsi di informazione che attraverso le storie
dei protagonisti (talvolta silenziosi!) della filiera agroalimentare, racconteranno la Valtellina in presa diretta, per informare chi informa.


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venerdì 14 settembre 2018

Una visita gustosa al B&B Valtellina Mon Amour

Certamente la scoperta del B&B Valtellina Mon Amour a Piateda, è stata una sorpresa.
Anzitutto l'ambiente, dove si indovina subito il buon gusto e la visione solare della vita di Serena.
Ma ,oltre l'arredamento, la bella architettura, oltre gli aspetti 'materiali', riusciamo a cogliere la
passione, la voglia di fare le cose bene, la cultura dell'accoglienza nelle sue espressioni più vere.

E poi, le colazioni.
Ispirate ai prodotti e alle eccellenze della Valtellina, con una attenzione mai scontata
a tutto ciò che rende irripetibile un soggiorno in questa terra benedetta.
In giro si strombazza fin troppo sul km 0 : qui semplicemente, si fa e si propone.
Tutto quello che viene raccontato nel sito della Strada del Vino della Valtellina è semplicemente vero !

"Appena arrivati potete comodamente lasciare l’auto nel parcheggio privato e salire al piano mansardato per le scale dell'ingresso indipendente. Vi stupirete nel notare che dietro casa ci sono già i filari dei vigneti di Nebbiolo.

Le camere sono quattro, tutte matrimoniali e con il bagno privato. Ognuna è regolabile nella temperatura, sia in inverno che in estate. All'ingresso c'è una piccola reception con tanto materiale informativo (libri, guide, cartine) e Serena, con il suo sorriso e la sua gentilezza, vi farà sentire subito a vostro agio.
A sinistra c'è un'accogliente e luminosa sala colazioni, dove prendersi una pausa caffè e alla mattina farsi deliziare con prodotti locali, scelti in base alle stagione e ai produttori delle vicinanze, le torte fatte in casa e il succo di mela."

I giornalisti e i comunicatori della rete internazionale Borghi d'Europa hanno inserito il B&B Valtellina Mon Amour nei percorsi d'informazione dell'Anno
Europeoo del Patrimonio Culturale.
Così va bene !
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Una visita gustosa a 'B & B Valtellina Mon Amour'

Certamente la scoperta del B&B Valtellina Mon Amour a Piateda, è stata una sorpresa. Anzitutto l'ambiente, dove si indovina subi...

lunedì 23 aprile 2018

'Terre Europee dell'Asparago' parte da Argenta, dalle Officine Meccaniche Mingozzi

I giornalisti di 'Terre Europee dell'Asparago'.il progetto di informazione voluto e sostenuto dalla rete Borghi d'Europa  in occasione dell'Anno del Patrimonio Culturale Europeo e dell'Anno del Cibo Italiano,hanno realizzato una visita alle Officine Meccaniche Mingozzi di Bando d'Argenta.
Le Officine Mingozzi si occupano della costruzione,sperimentazione ed espansione dei campi applicativi della tecnologia del pirodiserbo già dalla metà degli anni '80, producendo attrezzature
che sono commercializzate con marchio Tecnoecologia. La costante collaborazione con diverse Università e Centri di Studi, ha portato negli anni, ad una migliore conoscenza degli effetti dell'applicazione del pirodiserbo nei terreni e nelle aree verdi. Il dott.Luciano Trentini,esperto di caratura internazionale del mondo dell'asparago.ha poi accompagnato la redazione della trasmissione multimediale l'Italia del Gusto in un tour conoscitivo.alla scoperta di aziende d'eccellenza. Le visite
hanno toccato l'azienda agricola Rolfini di Comacchio, l'azienda agricola Stella di Pomposa (per la produzione di asparagi bio),l'agriturosmo Corte Carezzabella di San Martino di Venezze (Rovigo) e l'azienda agricola Orto Veneto di San Pietro Viminario (Padova). In tutte queste realtà per la coltivazione dell'asparago sono state utilizzate le tecniche del diserbo e le macchine delle Officine
Mingozzi. In particolare all'agriturismo Corte Carezzabella (ove si offrono i servizi di alloggio,cucina,fattoria didattica e i prodotti dell'azienda agricola biologica), si sono assaggiati gli asparagi fritti intinti nella maionese (rigorosamente di famiglia!) e gli asparagi con le uova, accompagnati da 'Brillo', un garganega col fondo di ottima fattura.
All'Azienda Agricola Orto Veneto è stato possibile scoprire Primo Asparago,una primizia coltivata ad impatto ambientale ridotto con tecniche biologiche all’avanguardia che consentono di avere asparagi freschi e gustosi sulle vostre tavole anche in inverno. 
Orto Veneto coltiva asparagi verdi, sia in campo che in serre dotate di un impianto di riscaldamento in radice, ottenendo un raccolto di primizie di prima scelta ed elevatissima qualità. Negli oltre 100.000 metri quadrati di serre, riscaldate con l’uso di energia termica da combustibili rinnovabili, e nei 15 ettari di campo all’aperto utilizziamo solo tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale; in parte il nostro prodotto ha già ottenuto la classificazione biologica. Il viaggio del gusto di 'Terre Europee dell'asparago' continua fino al mese di maggio, con visite nelle zone di produzione italiane ed europee,per completare la rete del progetto : Piemonte,Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige,Emilia Romagna,Lazio,Puglia,Friuli Venezia Giulia,Svizzera,Germania,Austria,Croazia.Slovenia e Spagna, luoghi da 'toccare'.Marco Mingozzi e 
Luciano Trentini saranno i partner d'informazione dell'iniziativa.

sabato 10 marzo 2018

La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate a Ponte nelle Alpi



La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate promossa da Co.Mo.Do (Cooperazione per la mobilità dolce), è stata celebrata dalla rete internazionale Borghi d'Europa a Ponte nelle Alpi,
presso la Locanda alla Stazione.
L'incontro, che si è svolto sotto il Patrocinio della Civica Amministrazione, ha voluto fare il punto
sulla realizzazione della Ferrovia delle Dolomiti, grazie alla partecipazione dell'on.Roger De Menech,Presidente del Fondo Comuni Confinanti, che ha fatto il punto sull'iter dei lavori.
Il Sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini,ha tracciato una sintesi della partecipazione del
proprio comune al progetto 'Borghi d'Europa nelle Terre della Piave'.
I comunicatori e i giornalisti hanno poi intervistato alcuni protagonisti della vita sociale e produttiva del territorio : il Presidente della Cooperativa di Consumo di Polpet , i rappresentanti dell'associazione Produttori di Canapa delle Dolomiti, il Presidente dell'Ecomuseo dalle Dolomiti
al Piave aps, Debora e Claudio della azienda agricola Terre di Gaia di Feltre.
A conclusione dei lavori,l'incontro a convivio curato dallo staff de La Locanda ala Stazione, con
prodotti del territorio. 
Il Sindaco di Ponte nelle Alpialt