sabato 12 dicembre 2020

Da “Dussin”, incontro al vertice!

 


 


 



Vero e proprio incontro al vertice tra i notabili dei rispettivi settori, con il coordinamento dell’Associazione Borghi d’Europa che organizza “incontri specialistici” come questo, patrocinati dalla IAJ (Iniziativa Adriatico-Jonica, forum intergovernativo per la cooperazione nella regione adriatico-jonica).  Ritrovo a Piavon - territorio opitergino - nel noto ristorante e locanda “Dussin” – sempre in attenta osservanza delle norme stabilite dal DPCM anti Covid 19 – ospiti di Nereo Dussin che, con moglie, figli e competenti collaboratori, gestisce il locale di famiglia, avviato dal papà Alfeo che storicamente si è dedicato alla nobile cucina di pesce, proponendo piatti della tradizione marinara di ascendenze caprulane (da Caorle) sempre eccezionali per freschezza e qualità del pescato. Il Dussin (recentemente ristrutturato, 2 ampie sale per oltre un centinaio di coperti, arredato con buon gusto ed eleganza) ha trovato in questi ultimi anni un suo preciso spazio gastronomico, continuando la tradizione dell’alta cucina con un menù che spazia tra polenta e schie, capesante alla veneta, gransoporo (granchio parente della granceola) con verdure di stagione, tagliolini con i go, risottini marinari, fagottini con scampi e asparagi o funghi o radicchio di Treviso e ancora pesce al forno, al sale o alla griglia a legna. Dulcis in fundo: panna cotta alla liquirizia, gustosi semifreddi, tradizionale tiramisù trevigiano, crostate ai frutti di bosco o con confetture fatte in casa, sfogliatina alla crema Chantilly, mousse di yogurt alla frutta fresca (mhmm…).  Ampia e apprezzabile la scelta dei vini. E qui si apre un mondo: dal Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – rappresentato per l’occasione dagli Spumanti Daldin, “il Prosecco ad arte”,   metodo Charmat, vinificazione in bottiglia, un DOCG a 6 gr di residuo zuccherino! L’Azienda nota per le “donne Daldin” perchè 30 anni fa, Norma e Lena insieme alla Maculan di Vicenza, in Veneto, erano chiamate le “donne del vino”… oggi a mantenere viva la tradizione, c’è anche la figlia Alessandra (e il marito Oscar, è l’unico uomo…) – fino ai migliori vini delle terre del Piave, a quelli del Trentino Alto Adige e della Franciacorta. Poi ci sono i friulani, per i quali, erano presenti al “vertice”, Fabian Korsic (Vinoteca colli San Floriano) e Gianluca Pelizzon (Villa Vasi) ad impersonificare il “Collio”, territorio con il suolo composto dalla “ponca” (marne e arenarie stratificate che originano dall’epoca geologica eocenica) terreno che nutre e arricchisce le viti, donando ai vini che vi si producono, tratti distintivi di mineralità e salinità che li rendono unici. Lì si ottengono Collio bianco, Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia (Somnja) e Merlot, comunque… tanta roba!  Fabian Korsic è in Giasbana (Jazbine in sloveno) nel cuore del Collio. Lì famiglia Korsic vive da molte generazioni. In quella zona dove le correnti calde del mare Adriatico mantengono l'uva asciutta e, le Alpi Giulie a nord, la proteggono dalle correnti fredde e dalle piogge. In quel “cru” nasce cresce ed è raccolta con cura e dedizione l’uva che, dopo un meticoloso processo di lavorazione, dà vita ai vini Korsic. Gianluca Pelizzon, invece, è in località Villa Vasi a pochi chilometri a nord di Gorizia, alle falde del monte Sabotino (609 metri, Sabotin Park Miru in sloveno) che domina parte della pianura isontina del Collio: 20 ettari a vigneto dove Gianluca si sta avvicinando al “biologico”; lui è all’esordio nel mondo commerciale con le sue 4 etichette (graficamente molto belle, rappresentano la sua storia familiare). Tornando a Dussin, oltre al ristorante, c’è di più… la locanda: camere organizzate per un soggiorno completo e piacevole (per non fumatori) in stile moderno, comode, spaziose, eleganti, insonorizzate, dotate di aria condizionata, TV satellitare e, fuori, parcheggio videosorvegliato. Il tocco di Nereo si nota, ovviamente, per la prima colazione (consumata in saletta colazioni e/o in camera): un tripudio di delizie caserecce, con torte, biscotti, miele e confetture. Per le note vicende, Dussin propone anche servizio “take away” (tel. 0422752130) sempre attento al protocollo di sicurezza anti Coronavirus: distanza di sicurezza, guanti, mascherine e igienizzante per le mani. 
A conclusione dei “lavori” (con gradevolissima degustazione comprendente antipasto di crudités in pinzimonio con salsa di senape e con verdure pastellate, spaghetti integrali alla chitarra al nero di seppia con moscardini, canocchie in bellavista gratinate e semifreddo al pistacchio con amarena, tutto innaffiato dall’Extra Dry Daldin, Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG (giallo paglierino luminoso dai riflessi verdi, perlage fine e persistente, elegante, delicato, fruttato e floreale, al gusto, fresco, armonioso e delicato) da Ribolla gialla di Villa Vasi (giallo prevalentemente paglierino, aroma delicato e floreale, molto profumato e armonioso) e Tocai  Korsic (giallo paglierino con riflessi dorati, cristallino, abbastanza consistente; al naso è fine, intenso, con sentori di mandorla, mela, grafite e sul finire, note speziate e balsamiche).  
Lo scopo del vertice è raggiunto: l’obiettivo di “fare rete” per favorire gli scambi culturali e istituzionali che valorizzino e promuovano la conoscenza e lo sviluppo delle culture locali in tutte le loro espressioni è acquisito e confermato anche dai prossimi appuntamenti già programmati per il 2021… Apperò i Borghi d’Europa!

Ristorante Locanda Dussin 
Via Maggiore 60  Piavon di Oderzo (TV)
a 5 km dall'uscita autostradale A4 di Cessalto (TV) in direzione Oderzo

Tel. 0422752130 Mobile 3477210172 info@ristorantelocandadussin.com

Spumanti Dal Din Srl
Via Monte Grappa 29  Vidor (TV)
Tel. 0423987295
daldin@daldin.it

 Korsic Vini
Loc. Giasbana 11 San Floriano del Collio (GO) 
Tel. 3489112824

Az. agricola Villa Vasi di Pelizzon Gianluca
Località Villa Vasi 15  Gorizia (GO) 
Tel. 3477800077
Az.agricolavillavasi@gmail.com

martedì 1 dicembre 2020

LE COCCOLE GUSTOSE DELL’AGRICOLA MARRONE IN VISTA DEL NATALE

 






Nuove lodevoli proposte e iniziative da parte della Cantina di La Morra

 

Milano, 27 Novembre 2020- L’Agricola Gian Piero Marrone si trova all’Annunziata di La Morra, nel cuore del Barolo Docg, ed è una cantina di qualità amante del buon e bello vivere, con un legame speciale col territorio langarolo, giunta oggi alla quarta generazione in termini di conduzione.

Borghi d’Europa ha già testato da vicino le notevoli etichette di Marrone, degne rappresentanti di un terroir spettacolare, che si può ammirare dalla terrazza e dai balconi della cantina stessa.

L’Agricola Marrone  è ottimamente organizzata per accogliere il popolo degli enonauti: in questo periodo difficile causato dalla seconda ondata della pandemia Covid-19, in vista di un’auspicabile riapertura dell’intera zona per le imminenti festività, nel pieno rispetto delle distanze verrebbe  garantito un tavolo ogni 4 persone, potendo anche suddividere gruppi più ampi, che potrebbero così gustarsi senza patemi e in piena sicurezza i vari vini in abbinamento alle pietanze proposte dallo Chef Paolo.

Per la famiglia Marrone è fondamentale far risaltare la bellezza e le peculiarità del territorio langarolo: per questo motivo sono iniziate alcune nuove e interessanti collaborazioni, come quella con Marco Robaldo e la sua famiglia, per raccontare e far vivere in prima persona il mondo della nocciola, direttamente a Cravanzana (www.cuordinocciola.com), poi con Marco Revelli di Cycling Nature (www.cyclingnature.it), per permettere alla gentile clientela di vivere le Langhe in sella a una bicicletta all’aria aperta, con una guida cicloturistica di prim’ordine, ed infine con Daniele Stroppiana, Marta e i loro cani, alla ricerca dei famosi tartufi conosciuti in tutto il mondo, assieme a  ragazzi giovani e appassionati, che hanno dedicato la loro vita e le loro conoscenze all’essere local.

Oltre a ciò, per coccolare maggiormente  il palato e gli occhi in ottica natalizia, sono stati fatti dipingere a mano dei magnifici magnum, grazie all’abilità di Elisa Chiarle, parente della famiglia Marrone e appassionata dell buon vino e del buon cibo. Questi magnum unici possono essere acquistati e spediti in tutta Italia, ed è altamente consigliato prenotarli con largo anticipo, visto che occorre molto tempo a dipingere le bottiglie una ad una. 

E’ poi possibile farsi spedire per mail o nelle scatole regalo con vini e prodotti tipici dei speciali voucher per delle visite future, nelle quali si potrà capire bene il territorio del Barolo Docg (con passeggiate in vigna) e provare le grandi etichette dell’Agricola Marrone, magari partecipando  anche a delle classi di cucina.

Borghi d’Europa apprezza molto tutte queste iniziative e proposte, che testimoniano il grande amore della famiglia Marrone per la propria zona e quanto sia importante valorizzarla e comunicarla nel modo migliore, anche e soprattutto in periodi duri come quello attuale.

 

venerdì 20 novembre 2020

Eurovinum,Il Paesaggio della Vite e del Vino

 


Percorso Internazionale

Eurovinum,Il Paesaggio della Vite e del Vino


L’itinerario intende scoprire i contenuti storici e culturali che si ‘nascondono’ dietro la

produzione del vino.


Croazia : il Moscato di Momiano (Buje) ;

Slovenia : i vini di Brda (Collio)

Austria : I vini della Stiria ;

San Marino : I vini di San Marino;

Canton Ticino (Svizzera) : I vini del Canton Ticino ;


Emilia Romagna : il Burson di Romagna

Friuli Venezia Giulia : I vini dei Colli Orientali e il Collio;

Lombardia : la Valtellina e l’Oltrepo’ Pavese;

Veneto : Le colline del Prosecco, I vini della Piave, I vini di Pramaggiore

Piemonte : I vini delle Langhe

Marche : i vini delle Marche

Abruzzo : i vini dell'Abruzzo

Molise: I vini del Molise

Puglia : I vini della Puglia

Basilicata : i Vini della Basilicata

Calabria : I vini della Calabria



Le comunità verranno coinvolte con un 'format' che prevede la realizzazione di trasmissioni multimediali (sky,La9Italia,web) ; la realizzazione e pubblicazione di servizi informativi online ( Blog Azzurro,Network europeo di oltre 150 giornali e blog d’informazione), con interviste ai protagonisti della filiera agroalimentare e turistica del Vs. territorio; la realizzazione di rassegne stampa locali, regionali e nazionali ( con l’invito a partecipare a giornalisti e comunicatori della stampa locale,regionale e nazionale ); la realizzazione sul tema delle Azioni di materiali didattici da donare alle comunità scolastiche ( Viaggio dentro la Vita).



https://specialeitaliadelgusto.blogspot.com/2020/11/i-vini-col-fondo-di-borghi-deuropa-alla.html



martedì 17 novembre 2020

LA VIA DI SAN MARTINO PASSA ANCHE DALL’AZIENDA KOMJANC

 


 



Nella tradizione rurale l'11 Novembre rappresenta il termine dell'annata agraria, l'inizio del tempo di riposo della terra, tempo di consuntivi , tempo di ringraziamenti e quindi di convivialità.


In origine la festa si riallacciava al Samain celtico, per i celti infatti l'anno iniziava il 1 Novembre ed i festeggiamenti per il capodanno duravano circa dieci giorni, fino a s. Martino appunto.


Su s. Martino si raccontano molte leggende, comunque è certo che sia nato in Pannonia nel 316, figlio di un ufficiale dell'esercito dell'impero Romano. Il suo nome deriva proprio da Marte. Gli attributi del Santo sono il mantello, risalente alla leggenda secondo cui Martino a cavallo incontra un povero seminudo alle porte di Amiens ed egli, impietositosi, taglia a metà il suo mantello con la spada e lo dona al mendicante. Fa freddo, pioggia e vento ma a poco a poco il tempo migliora e diventa quasi tiepido. Poi Martino sogna che il povero mendicante era Gesù il quale diceva agli angeli "Martino, non ancora battezzato, mi ha vestito". Il periodo di tepore che si verifica puntualmente intorno all'11 novembre viene definito estate di s. Martino. Un altro attributo del santo è l'oca; si ricorda che quando Martino venne nominato vescovo, non volendo accettare l'incarico per umiltà, si nascose in una stalla in cui c'erano anche le oche, le quali iniziarono a starnazzare così forte, rivelando il nascondiglio.


S. Martino è ancora oggi un'occasione di festa nell'Europa Centrale. Noi ci consideriamo Mitteleuropei, teniamo in considerazione le nostre radici , le nostre lingue e la nostra cultura. Nei territori, che fino a cento anni fa appartenevano all'impero Austro-ungarico, la festa di S. Martino è ancora molto sentita, soprattutto nelle aziende vitivinicole. Infatti S. Martino è patrono dei viticoltori oltre che dei viaggiatori, degli osti, dei vendemmiatori. Il proverbio "A San Martino ogni mosto diventa vino" diventa così occasione di festa. Sia nella vicina Slovenia sia in certe regioni vinicole dell'Austria, come il Burgenland, si benedice il vino nuovo o addirittura si celebra "il battesimo" del vino con tanto di padrino (siamo andati alla ricerca e abbiamo trovato un benedizioniere in lingua slovena che contiene questo rituale).


La nostra azienda, Alessio Komjanc e figli, situata a S. Floriano del Collio (Gorizia) sul confine più orientale d'Italia, una decina di anni fa ha ripreso con entusiasmo la festa di S. Martino, conferendole negli ultimi anni una declinazione culturale. Di anno in anno è diventata quindi occasione per raccontare gli aneddoti su s. Martino, occasione di presentazione dei vini aziendali, occasione per ringraziare Chi ci dona la possibilità di lavorare e di raccogliere i frutti in una terra tanto vocata come il Collio ed occasione di approfondimento delle tematiche più svariate ma che abbiano un denominatore comune con il nostro territorio. L'edizione 2019 di S. Martino ha ospitato la conferenza su "Il vino e la Bibbia" a cura di Luciano Larivera. Invece il programma dell’appuntamento 2020 non lo sveliamo perchè, a causa delle restrizioni Covid, è stato soltanto posticipato alla primavera 2021 quando il clima mite ci consentirà lo svolgimento all'aperto e al quale Vi invitiamo e Vi aspettiamo!


Raffaella Nardini Komjanc







martedì 10 novembre 2020

Il Moscato di Momiano : il brand più rinomato del Buiese

 


Il Moscato di Momiano è forse il brand più rinomato del Buiese. La particolare varietà del moscato bianco, qui dai tempi antichi, regala un vino dolce che assicura un vero piacere al palato degli amanti del vino.

È apprezzato anche fuori dall’Istria – viene riportato che nel 1935 alla fiera del vino a Bruxelles vinse la medaglia d’oro, veniva servito anche alle corti dell'Imperatore Francesco Giuseppe a Vienna e del Re Emanuele III a Roma.

L’autoctona varietà di vite istriana

Il Moscato di Momiano è secco e dolce, di un intenso colore giallo. Dicono che abbia l’odore dei garofani selvatici, della rosa e della salvia; il suo impero s'è creato per centinaia d'anni sui colli attorno a Momiano, luogo pittoresco nell’entroterra di Buie.

Si crede che il moscato bianco sia stato portato in questi luoghi dai contadini della regione italiana del Friuli attorno al 1200. Attraverso i secoli è cresciuto sui colli circostanti e grazie alla particolarità del clima e del suolo si è trasformato in una varietà particolare, il Moscato di Momiano. Cresce in zone delimitate, in particolare lungo il tratto tra il monte Oskorus e San Giovanni presso Merischie.

Molti conoscitori di vini istriani metteranno al primo posto proprio il moscato di Momiano. Si abbina bene con i dolci come pure con ogni cibo raffinato. Presenta un aroma gradevole e un gusto intenso che rimane in bocca a lungo. Il miglior modo per gustarlo è freddo attorno ai 12°C, quando si sprigionano intensamente le sue piacevoli e nobili proprietà.

https://www.coloursofistria.com/it/gastronomia/vino/moscato-di-momiano-laperla-istriana-dei-vini




domenica 8 novembre 2020

Momiano (Buje) : la festa di San Martino e del vino moscato

 



Borghi d'Europa , grazie alla fattiva collaborazione con l'Ente Turistico della Città di Buje, aveva avviato un programma di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico di Momiano.

Ogni anno nel mese di novembre quando nascono i succhi dolci del vino novello, Momiano celebra il suo patrono, S. Martino. Nella tradizione europea questo santo cattolico è ritenuto il patrono dei vinai e viticoltori e in occasione della sua festa, in numerosi paesi si battezza il vino novello.

Gli interventi di giornalisti e comunicatori aveva portato alla nascita di una Tavola Internazionale del Vino Moscato, che ha proposto negli anni ( nella ricorrenza di San Martino), vini di altre regioni europee.


Nel novembre del 2015, in occasione delle festività di San Martino, la rete dei borghi europei del gusto e l'Ente Turistico della Città di Buje fondavano a Momiano, la Tavola Internazionale del Vino Moscato.La Tavola si prefiggeva l'obiettivo di mettere in rete borghi e territori che sono segnati dalla storia e dalle storie del Vino Moscato, senza preclusione di cultura razza e religione .

Nella prima settimana della iniziativa Borghi d'Europa in Borgo Malanotte, fu presentato il moscato di Momiano della Cantina Frankovic.

Il Moscato di Momiano è forse il brand più rinomato del Buiese. La particolare varietà del moscato bianco, qui dai tempi antichi, regala un vino dolce che assicura un vero piacere al palato degli amanti del vino. È apprezzato anche fuori dall’Istria – viene riportato che nel 1935 alla fiera del vino a Bruxelles vinse la medaglia d’oro, veniva servito anche alle corti dell'Imperatore Francesco Giuseppe a Vienna e del Re Emanuele III a Roma.

Il Moscato di Momiano è secco e dolce, di un intenso colore giallo. Dicono che abbia l’odore dei garofani selvatici, della rosa e della salvia; il suo impero s'è creato per centinaia d'anni sui colli attorno a Momiano, luogo pittoresco nell’entroterra di Buie.

Si crede che il moscato bianco sia stato portato in questi luoghi dai contadini della regione italiana del Friuli attorno al 1200. Attraverso i secoli è cresciuto sui colli circostanti e grazie alla particolarità del clima e del suolo si è trasformato in una varietà particolare, il Moscato di Momiano. Cresce in zone delimitate, in particolare lungo il tratto tra il monte Oskorus e San Giovanni presso Merischie.


Neanche Momjan-Momiano, piccola città storica - situata a nord di Buie e nota ai conoscitori regionali del vino e della vite - è un'eccezione: ubicata a poca distanza dal confine con la Slovenia, Momian-Momiano è l'oasi del moscato dolce, nato da un connubio pluricentenario di terreno e clima ideali.

Se a ciò si aggiunge che la cittadina e i dintorni nascondono alcuni dei nomi più importanti della produzione vinicola della Croazia, ormai famosa per le malvasie e i terrani, diventa chiara la portata e l'importanza di questa manifestazione.


In questo 2020 segnato dalla pandemia, il San Martino verrà celebrato direttamente nelle cantine.