mercoledì 25 maggio 2022

DISCOVERING OLTREPO’: I VINI PIU’ FRESCHI PER L’ESTATE DI CONTE VISTARINO

 

 






Storicità, innovazione e qualità sono 3 valori fondamentali della Tenuta di Rocca De Giorgi


Milano, 23 Maggio 2022- Nelle colline del piccolo comune di Rocca De Giorgi in Oltrepò Pavese si erge la Tenuta del Conte Vistarino, con la meravigliosa Villa Fornace e la nota Cantina che vanta circa 826 ettari, di cui 102 avvitati, dove regna supremo il Pinot Nero, vino elegante e versatile, valorizzato ottimamente dalla Cantina stessa in varie espressioni.

La storia del Pinot Nero in Oltrepò s’intreccia del tutto con quella di questa grande cantina: fu infatti il Conte Augusto Giorgi di Vistarino nel 1850 il primo a comprare e piantare le prime Barbatelle del nobile vitigno nella zona, mentre risale al 1865 la prima produzione di bollicine Metodo Classico da uva Pinot Nero in Italia.

Borghi d’Europa ha avuto il piacere di visitare la Tenuta e fare quattro chiacchiere con la nume tutelare dell’azienda, Ottavia Giorgi di Vistarino, che è anche vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò. Una donna estremamente capace, con le idee chiare su come valorizzare il territorio in maniera sana e giusta,puntando su qualità e finezza nella produzione dei propri vini.

La Tenuta è un concentrato di storia, innovazione e qualità, tre valori fondamentali per realizzare grandi vini, rappresentativi di un territorio ricco di verde e di biodiversità, come quello di Rocca De Giorgi. Oltre a ciò bisogna anche parlare della sostenibilità, tema molto caro ai comunicatori di Borghi d’Europa.

L’ambiente, specialmente in questo continuo cambiamento climatico,recita una parte importantissima e secondo Ottavia Giorgi di Vistarino va rispettato sia in vigna che in cantina, pur dovendo pensare al futuro con investimenti mirati nelle tecnologie, per ovviare a dei grossi problemi come la mancanza d’acqua, cosa molto evidente in questi primi mesi del 2022, caratterizzati da scarse piogge.

Essendo ormai prossimi alla stagione estiva, Borghi d’Europa ha voluto assaggiare i vini più freschi con grande beva di Conte Vistarino, trovando anche in questi grande finezza e territorialità.

La degustazione, guidata sapientemente da Ottavia Giorgi di Vistarino, coadiuvata da suo staff molto competente ha riguardato i seguenti vini:

-        Il  Pinot Nero Rosato Doc Maria Novella: dedicato alla figlia della titolare, sono prodotte circa 7000 bottiglie l’anno, è un vino floreale e fruttato (piccoli frutti rossi), di grande piacevolezza e facile beva, pur possedendo una notevole struttura.

-        L’Oltrepò Pavese Riesling Doc Ries: Riesling Renano assaggiato in due annate, la più giovane, 2020, è un’etichetta con un bel ventaglio di frutta, una leggera nota erbacea e una bella armonia, sicuramente con un ottimo potenziale evolutivo. Poi, l’annata 2016: vino molto più complesso, già morbido, con sentori agrumati, mineralità e tracce di idrocarburi.

-        Lo Spumante Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg Pinot Nero Brut Rosè Saignee della Rocca: 24 mesi sui lieviti, bollicina di grande finezza con un perlage molto bello e al palato una grande rotondità e freschezza.

-        Lo Spumante Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg Pinot Nero Millesimato Pas Dosè: grande bollicina, dedicata alla memoria del Conte Augusto Giorgi di Vistarino e all’anno chiave per l’azienda e la viticoltura dell’Uva Pinot Nero In Italia, più di 50 mesi sui lieviti, sapido, persistente e molto elegante.

-        Pinot Nero Doc Costa del Nero 2020: grande equilibrio,  affina perlopiù in acciaio e in piccola parte in barriques, ha una facile beva, una grande finezza e un buon corpo, oltre a un finale leggermente speziato, che ricorda il legno.

 

Dopo la visita e la degustazione, Borghi d’Europa ha anche fatto tappa per una veloce cena al Selvatico di Rivanazzano Terme, vero esempio della cucina locale oltrepadana, grazie alla bravura della chef Piera Selvatico e alla prepraazione di Francesca Selvatico e di Sergio Sdaglia in sala. Sono stati provati un’insalata di bieta rossa, cicorietta con tortino di melissa e pasta di salame e poi i malfatti di borragine al burro con grana e fiori essicati: che squisitezze!

 

L’Oltrepò Pavese e più in generale l’intera viticoltura italiana devono perseguire con costanza la ricerca della qualità con forte accento sul territorio, proprio come fatto dalla Tenuta Conte Vistarino, una grande azienda, che verrà comunicata ancora da Borghi d’Europa all’interno del Percorso Internazionale Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino.

In alto i calici!

mercoledì 4 maggio 2022

VISITE GUSTOSE: GOLOSARIA WINE A MILANO CON L’EMILIA ROMAGNA PROTAGONISTA

 






Borghi d’Europa non poteva mancare al grande appuntamento targato Golosaria all’Hotel Melià a Milano e volto a promuovere le etichette vinicole dell’Emilia Romagna, evento svoltosi sabato 23 Aprile c.m..

Un evento ottimamente organizzato in due diverse fasce orarie  appositamente per operatori professionisti e per gli enonauti, che ha visto protagonista l’Emilia Romagna con circa 40 Cantine espositrici al banco d’assaggio, pìù 5 masterclass condotte da Marco Gatti e Paolo Massobrio, in collaborazione con l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna.

Le 40 Cantine presenti a Golosaria Wine di sabato 23 Aprile sono associate a tre Consorzi di Tutela Vini:il Consorzio Tutela Vini Lambrusco, il Consorzio Vini Colli Bolognesi e il Consorzio Vini di Romagna.

Tre aree con terroir diversi per vini più e meno noti, alcuni autoctoni molto pregevoli e in generale uno spirito conviviale assolutamente di rilievo.

 

Tra i Lambrusco, Borghi d’Europa ha molto apprezzato i Grasparossa Doc Castelvetro di Fattoria Moretto di Castelvetro di Modena, vignaioli dal 1971 e i Sorbara della della Cantina Cooperativa di Carpi e Sorbara.

Delle Cantine dei Colli Bolognesi, davvero interessanti i frizzanti e spumanti da uve Pignoletto e Chardonnay di Podere Riosto, situata nelle colline di Pianoro e i “Metodo Classico dei Colli Bolognesi” da uve Trebbiano Modenese e Chardonnay e lo Spumante Pignoletto Doc di Tenuta la Riva, giovane azienda appassionata e specializzata nei rifermentati in bottiglia.

Tra i vini di Romagna, da segnalare il Sangiovese Doc “Colombarone”, un vero cru dei vigneti di media età di Tenuta La Viola di Bertinoro (Fc), gli autcotoni Bursòn (Uva Longanesi) e i Famoso dell’Azienda Agricola Randi di Fusignano (Ra) e della Tenuta Uccellina di Russi (Ra), il Romagna Doc Sangiovese Superiore e lo stesso ma Riserva di Fiorentini Vini di Castrocaro Terme (Fc) ed infine l’Albana secco e il Pagadebit di Celli Vini di Bertinoro (Fc).

Borghi d’Europa continuerà a comunicare i vini dell’Emilia Romagna all’interno del Percorso Internazionale Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino, perché dotati di tutti i crismi (territorio e persone) necessari.

Così va bene!

venerdì 22 aprile 2022

Qualità Vo Cercando - Alla Caffetteria Goppion di Vittorio Veneto : i prodotti del Salumificio Da Pian e i vini dell'azienda agricola Maion di Prepotto

  Il secondo appuntamento di Qualità Vo Cercando alla Caffetteria Goppion di Vittorio Veneto, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico Jonica), ha avuto come tema il Percorso de La Via dei Norcini.


Protagonisti i prodotti del Salumificio Da Pian di Silea, che Riccardo e la sua famiglia hanno presentato nel corso di un incontro, né pranzo veloce né pranzo, ma autentico filò di storie inedite.




“Oggi- commentano Maura e Luciano-, siamo alla quarta generazione, siamo sempre al centro della marca trevigiana, terra ricca di tradizioni, legate al mondo naturale di vivere in campagna. Il valore centrale dell’azienda rimane per noi il rispetto delle tradizione, anche se con l’uso di metodi moderni. Le nostre tecniche di produzione sono in continuo aggiornamento e la qualità è tracciabile in ogni fase della produzione. Questa è garantita dalla scelta di allevamenti selezionati nel nostro territorio e lavorati secondo le ricette tipiche. Controlliamo tutta la filiera produttiva, dalla lavorazione iniziale della carne. “


Il manzo cotto del Salumificio Da Pian è stato accompagnato da un ottimo merlot dell'azienda agricola Maion di Prepotto.

“Abbiamo iniziato la nostra storia di viticoltori nell'ormai lontano 1876, quando i Durì residenti a Prepotto iniziarono a piantare le loro prime piante di vite, andando avanti di padre in figlio con il passare degli anni. Lorella Maion è subentrata nel 1989 ed incrementa gradualmente la superficie vitata sino agli attuali 5 ettari. I nostri vigneti sono adagiati sulle soleggiate colline che circondano Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, terre marnose ed arenarie, ideali per la produzione di eccellenti vini.Ad oggi, molte delle lavorazioni vengono eseguite usando metodi tradizionali per garantire la bontà di cui noi andiamo fieri:

Nel pieno rispetto della natura, le uve sono vendemmiate a mano e giungono in cantina ove l'utilizzo di tini in legno per le fermentazioni dei rossi e le botti di rovere per il loro affinamento contribuiscono a dare ai vini ottenuti una tipica impronta di friulanità. L'azienda aderisce all'Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, vino autoctono, prodotto di nicchia locale.”




martedì 12 aprile 2022

Qualità Vo Cercando - Alla Pizzeria Ristorante ai Laghi, con i vini di Colle Duga (Collio) e i lievitati di Elena ed Andrew

  “ Qui, a due passi dal confine con la Slovenia- racconta Damian Princic di Cormons-, la terra ha un valore, una storia e una memoria: Duga è l’antico nome della collina ereditata dai padri, la terra vocata alla viticoltura di gran pregio,marne arenarie stratificate di origine eocenica portate in superficie in età remota dal sollevamento dei fondali dell’Adriatico. Ponca nella lingua agra del Collio. Colle Duga: 10 ettari di vigneti Doc suddivisi in quattro poderi, ciascuno con un suo microclima, frutto della conformazione del terreno e dell’esposizione al sole. Poderi come persone, temperamenti diversi: da tirar sù con cura ed attenzione. 

È questo che del resto facciamo, con lo spirito della tradizione familiare “.


Così i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno potuto degustare il sauvignon di Colle Duga alla pizzeria ristorante aiLaghi (Revine Lago-TV), che propone gli eccellenti vini di Cormons con i propri lievitati naturali.

“Il sauvignon necessita per la sua complessità, di una breve ossigenazione, che gli consente d’esprimere al meglio sentori eleganti di fiori di sambuco e glicine, foglie di pomodoro, salvia e rosmarino che persistono lungamente al palato. Ottimo con antipasti di pesce, risotti ai frutti di mare o verdure di stagione, asparagi e tartare di carne.”


Già, i primi asparagi della pizza... il grigioverde, formaggio della Latteria Sociale Cooperativa di Tarzo e Revine Lago .

Così annota Antonella Pianca : “Completa il panorama una produzione di nicchia a latte crudo (Grjllo de Colmajor, Biodery, Grigioverde),cioè non sottoposto ad alcun trattamento termico di pastorizzazione o termizzazione. Una tipologia produttiva particolarmente apprezzata perché permette di conservare l’integrità aromatica e nutrizionale del latte appena munto da cui si ottiene un cibo complesso e molto legato al territorio.”

Grigioverde – formaggio morbido erborinato a latte intero crudo proveniente da allevamento in agricoltura biologica. Sapore sapido e piccante, grande aromaticità e persistenza.

L'abbinamento con il sauvignon di Colle Duga : un'autentica goduria !


lunedì 14 marzo 2022

Casera Frontin I vigneti della Valbelluna

 

 





Ho incontrato Maurizio Donadi, viticoltore di San Polo di Piave (TV), diversi anni fa nel mio viaggio alla scoperta di una viticoltura naturale. Un progetto fotografico, tutt’ora in corso, che attraverso le immagini vuole documentare il lavoro di vignaioli che adottano una filosofia produttiva con l’impegno di rispettare e custodire la natura ed i luoghi in cui operano, senza dimenticare il valore del suolo e della sua complessità. In una delle immagini scattate nelle vigne di Maurizio, si vede una zolla di terra che appartiene ad un suolo sano, soffice, ben areato e ricco di materia organica, non compromesso dall’uso di concimi chimici e di pesticidi, dove le radici delle piante penetrano in profondità “alla ricerca delle migliori sostanze naturali, dei minerali di cui sono avide”.

Casera Frontin è il nuovo progetto vinicolo intrapreso da Maurizio Donadi nell’anno 2016 nel particolare contesto paesaggistico di Frontin, una frazione del comune di Borgo Valbelluna, tra le Prealpi Bellunesi ed il corso del fiume Piave. Un progetto, come mi spiega, importante sotto il profilo personale e professionale, che condivide con la moglie Fabiola.

La bellezza e l’armonia di questo luogo ricco di biodiversità, lontano dal traffico, dai ritmi frenetici, dove il tempo sembra essersi preso una pausa, hanno saputo affascinare Maurizio e Fabiola che da tempo erano alla ricerca di un’oasi di pace. In questo angolo della spettacolare Valbelluna, ad una altezza di 450 metri s.l.m. sono state messe a dimora, accanto ad alberi da frutto di varietà antiche, viti di pinot grigio, ed alcune varietà a bacca bianca di vitigni resistenti detti PIWI (dal tedesco, Pilzwiderstandsfahig) di bronner, johanniter, solaris, aromera. Vitigni tolleranti alle principali malattie fungine come oidio e peronospora che permettono una notevole diminuzione dei trattamenti fitosanitari, una realtà che si sta consolidando nel panorama viticolo enologico italiano, sempre più attento alle problematiche ambientali ed al cambiamento climatico in atto e che rappresenta un importante argomento sul quale si sta dibattendo.

Maurizio, laureato in Enologia all’Università di Padova, preferisce definirsi contadino e non imprenditore agricolo. Racconta che vivere in campagna significa saper creare un rapporto sinergico con l’ambiente, imparare a sentire ciò che la terra e le piante della vite comunicano, ritrovando nella qualità gustativa del frutto il messaggio di vitalità della terra.

Il contadino non è solo un agente economico, ossessione del pensiero unico. È il custode del nostro territorio, la base materiale di ogni attività umana e della vita stessa”.

Piero Bevilacqua (Il cibo e la terra, Donzelli Editore)

Il passaggio dall’agricoltura convenzionale all’agricoltura biologica e biodinamica è stato il frutto di una scelta etica e consapevole. Lo studio e l’approfondimento, l’osservazione della natura, la riflessione sui metodi in grado di migliorare la qualità dei terreni e di conseguenza la salute ed il benessere di piante, lo hanno convinto a praticare una viticoltura sostenibile in tutte le fasi produttive. In campagna segue le regole dell’agricoltura biologica, l’uso del letame maturo, l’impiego di rimedi omeopatici e di preparati biodinamici come ad esempio il corno-letame (500) e il corno-silice (501). Con i preparati biodinamici da cumulo e da spruzzo (preparato di achillea, di camomilla, di ortica ecc.) si utilizzano delle sinergie messe a disposizione dalla natura, che migliorano la qualità del suolo, lo aiutano a sviluppare la vita microbica e rinforzano la pianta, riportando l’equilibrio nel vigneto. In questo modo, la vite, che “grazie alle sue radici si sposa con il suolo”, sarà in grado si produrre un frutto sano, con buone qualità nutrizionali, gusto ed aroma.

Con le uve raccolte a mano nelle vigne di Frontin è nato Lo Spumante Brut Nature Casera Frontin, un blend di uve di pinot grigio e di vitigni resistenti, coltivati su un suolo con presenza di roccia ed argilla. Uno spumante con doppia fermentazione, affinato in anfora di terracotta. Un vino che Maurizio descrive: fresco, con profumi di frutta tropicale, fini sfumature aromatiche e note minerali. Un vino spumante equilibrato e vitale, vinificato senza interferenze e non costruito artificialmente, che riflette l’influenza di clima, suolo e vigneto, frutto di un percorso personale e di ricerca.

In agricoltura biodinamica si utilizza anche il metodo analitico chiamato cristallizzazione sensibile, o morfocristalizzazione, una tecnica nata dai suggerimenti di Rudolf Steiner, che permette di osservare l’organizzazione energetica di un prodotto, rappresentandolo in termini qualitativi. La cristallizzazione del liquido, a cui è stato aggiunto cloruro di rame in soluzione, determina “un’immagine” composta dai cristalli di rame che indicano le linee energetiche del prodotto esaminato.

I campioni di vino permettono di apprezzare la stabilità, l’attitudine all’invecchiamento, la presenza o la sensibilità alle malattie, l’evoluzione aromatica, e infine di ottimizzare gli assemblaggi.

Anche sui campioni di spumante bianco e rosato di Casera Frontin Maurizio è ricorso a questo tipo di indagine. Nella parte conclusiva della dettagliata relazione sulle analisi compiute dal laboratorio francese Oenoscristal, si evidenzia, ad esempio, che lo Spumante Bianco è vinificato con un’uva di ottima qualità, ben realizzato, un vino da invecchiamento con un grande profilo!

Un Arrivederci a Casera Frontin per un brindisi con Maurizio e Fabiola, un luogo magico che sa incantare il visitatore per l’armonia del paesaggio rurale, in cui è bello vivere e star bene. Un contesto paesaggistico ancora integro che va curato e mantenuto.

Maurizio e Fabiola sono i sostenitori di un’agricoltura vicina alla natura che non ricorre alla chimica di sintesi. Un “saper fare” artigianale per farci trovare nel bicchiere vini che sanno coinvolgere ed emozionare per gusto, espressività e personalità.

 

Antonella Pianca

venerdì 25 febbraio 2022

L’ITALIA DEL GUSTO AL BANCO D’ASSAGGIO “BAROLO, BARBARESCO E ROERO” TARGATO GOWINE

 





Il 17 febbraio u.s. , presso la bellissima location dell’Hotel Melià di Milano si è svolto il banco d’assaggio “Barolo, Barbaresco e Roero”, targato Gowine: un evento importante per la promozione dei grandi rossi langaroli e delle nuove annate (2018 per il Barolo e 2019 per il Barbaresco), oltrechè di buon auspicio in ottica di ripresa dopo il continuo singhiozzo causato dalla pandemia,

Il banco ha riscosso un notevole successo, richiamando sia operatori del settore che enonauti , ed è stato ottimamente organizzato dall’Associazione Gowine secondo tre diverse fasce orarie, in modo da non creare assembramenti e affiancato da due masterclass condotte dal giornalista del Gambero Rosso Gianni Fabrizio.

All’evento erano presenti circa 30 Cantine di Langhe e Roero, assieme alla rappresentanza dell’Associazione Albugnano 549 dell’Albugnano Doc, che riunisce 14 piccoli produttori di 4 Comuni dell’Astigiano (Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano Marmorito), con l’obiettivo di far conoscere il territorio e i vini prodotti a base di uve Nebbiolo in purezza a un’altitudine maggiore (549 m s.l.m.).

 

L’areale della Doc Albugnano presenta un sottosuolo marnoso e i Nebbiolo vinificati prevedono delle macerazioni più lunghe e trascorrono 18 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia.

L’Italia del Gusto ha partecipato alla degustazione, partendo proprio dall’Associazione Albugnano Doc: sono stati assaggiati in ordine il 2018 “Và Anait” dell’Azienda Agricola Alle Tre Colline, il 2018 di Roggero Bruno e Marco, il 2018 “Il Tato” di Cà Mariuccia e il 2018 “Carpinella” di Terre dei Santi, tutti veramente interessanti e particolarmente minerali.

Per i Roero, degni di menzione il “Valmaggiore Audinaggio” 2019 e il Roero Riserva 2018 “Mompissano” di Cascina Cà Rossa di Canale (Cn), il Roero Riserva “Panera Alta” 2017 di Bric Castelvej di Canale e il Roero Riserva “Pulciano” 2016 di Poderi Moretti di Monteu Roero (Cn).

Tra i Barbaresco, sono stati trovati molto eleganti e armonici il “Faset Duesoli” 2017 di Piercarlo Culasso (Cn), il Barbaresco “Canova” 2015 e la Riserva “Canova” 2013 della Tenuta San Mauro di Castagnole delle Lanze (At).

Capitolo Barolo: molto morbidi ed equlibrati il “Valente” 2018 e il “Sottocastello di Novello” 2017 di Piazzo Comm. Armando (Cn), il Barolo Riserva “San Bernardo” 2015 di Palladino di Serralunga d’Alba, i due “Evoluzione” 2017 e 2013 di Montalbera di Castsgnole Monferrato (At), il Barolo Riserva Bussia 2015 di Bolmida Silvano di Monforte d’Alba (Cn), ed infine il Barolo “Fossati” 2015 di Boglietti Enzo di La Morra (Cn).

C’è stato spazio anche per un piccolo e intrigante intruso tra tutti questi grandi rossi da uve Nebbiolo: un Metodo Classico Brut 2007 (13 anni sui lieviti!) da uve Pinot Meunier, sboccato nel Gennaio 2021 di Luzi Donadei di Clavesana (Cn). Parliamo di una bolla con un’insospettabile freschezza e struttura e con delle marcate e gradevoli note di pasticceria al naso.

Il Piemonte, per quanto riguarda Langhe, Roero e Monferrato si conferma una grande terra vocata alla viticoltura (e non solo per il Nebbiolo), che l’Italia del Gusto continuerà a comunicare nei suoi progetti d’informazione in maniera articolata, a partire dalla grande rassegna “Grandilanghe”, in programma a Torino il 4 e 5 Aprile p.v. .

In alto i calici!

mercoledì 16 febbraio 2022

VISITE GUSTOSE IN OLTREPO’: LA TENUTA MAZZOLINO E L’ALBERGO RISTORANTE IL SELVATICO

 

 






Borghi d’Europa ha trascorso un ottimo sabato in Oltrepò assieme a un gruppo di competenti giornaliste e degustatrici, scoprendo da vicino due realtà di spicco del territorio: prima la Tenuta Mazzolino di Corvino San Quirico (nella valle del Pinot Nero) e poi a pranzo all’Albergo Ristorante Il Selvatico di Rivanazzano Terme.

Sulle colline di Corvino San Quirico sorge la Tenuta Mazzolino, una Cantina a conduzione familiare che ha iniziato a coltivare l’uva nel 1980, grazie all’abilità e all’amore per il buon vino di Enrico Braggiotti, il quale grazie a delle origini francesi, ha sempre visto la Francia ed in particolare la Borgogna come modello di riferimento per eleganza e qualità altissima dei vini a base di uve Pinot Nero e Chardonnay.

Oggi, la Tenuta Mazzolino è condotta da 7 anni da Francesca Seralvo che continua la tradizione vitivinicola di famiglia, puntando sempre alla qualità e al territorio, specialmente se si parla di Pinot Nero, sia negli Spumanti Metodo Classico che per i vinificati in rosso.

 

Il gruppo di giornalisti in visita da Mazzolino ha potuto degustare lo Spumante Blanc de Blanc 2017 da uva Chardonnay in purezza, bello brioso con gradevoli note agrumate e una bella sapidità poi    l’Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Spumante Rosé Cruasé 2015, intenso e molto fine, con un naso importante, il Pinot Nero Terrazze 2020, fresco, con note fruttate e floreali, il nuovissimo Terrazze Alte 2020, più complesso e speziato, ed infine il top, il Pinot Nero Noir 2018, elegante ed intrigante e dotato di una bella morbidezza, che ricorda davvero la Borgogna!

Il pranzo è stato un momento altrettanto importante, perché il team di giornalisti e degustatori ha avuto il piacere di assaggiare le prelibatezze preparate da Piera Spalla Selvatico, cuoca gourmet dell’Alleanza Slow Food del Selvatico di Rivanazzano Terme (agli inizi della Valle Staffora, famosa per i salumi di Varzi) e simbolo della cultura enogastronomica locale in Oltrepò Pavese.

Il Selvatico, che è sia ristorante che albergo, esiste sin dal 1912 ed è famoso per l’accoglienza calorosa e la premura verso la clientela, ed è oggi gestito dalla signora Piera con la figlia Michela in cucina, mentre l’altra figlia Francesca col marito Sergio Daglia si occupa della sala e dei vini da abbinare alle succulente pietanze, con una competenza davvero di livello.

Una portata che racconta il territorio e identifica bene i valori e la qualità proposta dal Selvatico sono senza dubbio i Malfatti (Piatto dell’Unione del Buon Ricordo),  gnocchi a base di erbe stagionali, pane grattugiato e ricotta.

La carta dei vini del Selvatico è vasta e notevole: nel pranzo i giornalisti hanno potuto degustare delle bolle Metodo Classico impareggiabili, dei Riesling Renano della zona di annate differenti, ed infine un Pinot Nero fermo del 1998!

L’Oltrepò riserva sempre sorprese piacevoli quando si parla di enogastronomia locale: questo perché ci sono tradizioni che vengono tramandate e comunicate bene, anche grazie al grande lavoro svolto dal Consorzio di Tutela dei Vini dell’Oltrepò Pavese, diretto dal bravo Carlo Veronese.

Così va bene!